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23 giugno 2017

730 PRECOMPILATO: SEMPLIFICAZIONI O DIFFICOLTA’ IN PIU’?

13 novembre 2014

Di Maria Romano – Il 730 precompilato, una semplificazione del Fisco che si trasforma sempre di più in un amico, un alleato del contribuente che si ritrova una dichiarazione precompilata semplicemente da verificare, un’innovazione che dovrebbe riguardare 30 milioni di italiani. Panacea di tutti i mali? Forse no.

“Libero” questa mattina chiama in ballo i commercialisti, come quelli che sul portale MySolutionPost spiegano come dal nuovo 730 precompilato a guadagnarci veramente sia solo l’Amministrazione finanziaria.

Secondo il nuovo sistema ideato dall’esecutivo, proprio il Fisco dovrebbe conoscere i dati che sono necessari a compilare la dichiarazione: al contribuente basta collegarsi sul sito dell’Agenzia delle Entrate per controllare che tutto sia a posto, “verifica che ci siano tutti i redditi, prende atto della presenza delle spese da portare in detrazione e degli oneri deducibili, conferma con un click e la dichiarazione è presentata”.

Peccato, però, che allo stato attuale lo Stato non disponga di tutte le informazioni e necessiti di popolare il database. E lo potrà fare solo obbligando gli operatori economici alla trasmissione dei dati, con sanzioni elevate in caso di ritardi o di errori. Un’operazione dunque che risulta sempre più complessa per gli operatori e per alcuni attori del sistema.

Dalla dichiarazione precompilata poi, mancano ancora una selva di altri dati “spese sanitarie, spese asilo nido, locazioni degli studenti fuori sede, ristrutturazioni e riqualificazioni, spese di istruzione, attività sportive per i figli” come ricorda l’autore dell’articolo di MySolutionPost, e quindi, di fatto, la dichiarazione non sarà precompilata per la maggior parte delle persone e si dovrà mettere mano ai dati rivolgendosi comunque a professionisti. E anche per questi professionisti la vita sarà tutt’altro che facile, dal momento che eventuali errori in queste modifiche ricadranno su di loro (e indirettamente sul contribuente al quale sarà molto probabilmente maggiorato il costo della prestazione). Una logica che anche la commissione Finanze del Senato ha evidenziato come ampiamente plausibile: “È implicito ipotizzare un aggravio di oneri per i contribuenti che si rivolgeranno agli intermediari – scrive la commissione – in quanto questi ultimi… saranno chiamati a sostenere maggiori spese per l’adeguamento delle relative coperture assicurative che potrebbero trovare ristoro attraverso l’incremento dei ricavi”.

Insomma, alla fine, per il contribuente i vantaggi saranno davvero pochi e solo nel caso in cui i dati siano completi e corretti.

 

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