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26 giugno 2017

A RISCHIO IL FABBISOGNO D’ACQUA MONDIALE. LA NASA: PRODUZIONE MOLTO RIDOTTA

22 giugno 2015

Di Emma Baldi – La battaglia non è solo sulle tariffe, e l’Italia lo sa bene in virtù del referendum abrogativo del 2011 sull’acqua pubblica in seguito al quale poco o nulla è cambiato nel nostro Paese sulla gestione privatistica di questo bene così prezioso. Eppure il referendum venne approvato con il 57 percento dei “sì”.

La gestione dell’acqua non è un tema che sta a cuore solo al “Forum Italiano dei movimenti per l’acqua”, l’organizzazione che promosse l’iniziativa referendaria, ma anche e soprattutto alla Nasa, che costantemente rileva in maniera scientifica le trasformazioni delle più grandi falde acquifere della Terra, dalle stesse dipende il fabbisogno d’acqua a livello mondiale.

Alla scoperta nel 2010 in Amazzonia di una delle falde acquifere sotterranee di acqua dolce più grandi al mondo – scalzerebbe in classifica quelle di Russia e Australia – si aggiunge il bacino del Rio delle Amazzoni con i suoi 17mila miliardi di litri di acqua trasportati mediamente ogni giorno, il fiume con la maggiore portata al mondo.

Ebbene, alle difficoltà di accesso di determinati luoghi si affianca, invece, l’abuso e lo sfruttamento come accade per il sottosuolo degli Stati Uniti, che si estende dall’Arizona al Texas su un’estensione pari a quella del Mar Mediterraneo, ormai ridotta ad un quinto della sua portata iniziale e che potrebbe esaurirsi già nel giro di alcuni decenni, come hanno denunciato numerose organizzazioni ambientali come Conservation Intenational, con gravi conseguenze per il fabbisogno idrico americano.

A parlare a nome della Nasa attraverso il Whashington Post è stato Jay Famiglietti, scienziato al NASA’s Jet Propulsion Laboratory in California, secondo cui: “Il livello di oltre la metà delle maggiori falde acquifere mondiali sta scendendo in modo crescente. Immagini dal satellite mostrano che 20 delle 37 falde acquifere più grandi del mondo – dall’India alla Cina, dagli Stati Uniti alla Francia – hanno oltrepassato il punto critico di sostenibilità, il che vuol dire che vi e’ stata prelevata più’ acqua di quanta ne hanno prodotta. Di queste, ben 13 hanno raggiunto un livello di guardia tale da essere indicate nella categoria più’ preoccupante”.

Secondo gli scienziati si tratta di un problema che può solo peggiorare, vista la dipendenza sempre maggiore dalle falde acquifere dovuta all’aumento della popolazione mondiale, ma anche dall’agricoltura e dall’attività mineraria.

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