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25 giugno 2017

ADDIO A MARIA TERESA DE FILIPPIS IL “PILOTINO”

11 gennaio 2016

 

Di Sofia Peppi – Addio a Maria Teresa de Filippis, la prima donna della Formula 1. E’ morta all’età di 89 anni il “pilotino”, così era chiamata la de Filippis per il suo aspetto minuto, ma con una gran forza nelle braccia e nelle gambe, con un sorriso da star e un cane lupo al guinzaglio: “Per tenere lontano gli scocciatori”, diceva lei.

Napoletana, classe 1926,  fu la prima donna in assoluto a guidare una vettura di Formula 1, nel Gran Premio di Monaco 1958, su una Maserati. E’ spirata a Bergamo, dove viveva, assistita dalla figlia Carola e dal marito Theo Hushek. I funerali si terranno oggi lunedì 11 gennaio, alle 15.30, nella chiesa parrocchiale di Gavarno di Scanzorosciate.

La pioniera della Formula 1, figlia del conte di Serino Franz de Filippis, industriale nel settore dell’energia, e di una nobildonna spagnola, Narcisa Anselmi Balaguer Roca de Togores y Ruco y Perpignan, ultimogenita di cinque figli, tre maschi e due femmine, iniziò la sua avventura per una sfida con i fratelli. “Amavo la velocità, fin da piccola- aveva raccontato nel 2009 al Corriere della Sera (leggi l’intervista di Arianna Ravelli) -. Ma la mia vera passione erano i cavalli. Mio fratello Antonio invece correva in auto. Così, lui e l’altro mio fratello Giuseppe hanno iniziato a scommettere sulle mie capacità al volante”. Nessuno ha provato a fermarla? “Non mi facevo fermare. Mia madre Narcisa un po’ soffriva. Mi diceva: ‘Vai piano e vinci’”.

Nel 1958 disputò 4 Gran Premi (Monaco, Belgio, Portogallo e Italia). Suo miglior risultato fu il 10º posto al Gran premio del Belgio, a due giri dal vincitore Tony Brooks su Vanwal.

Nella storia dei Gran Premi di F1, oltre a de Filippis, altre quattro donne hanno tentato di gareggiare: tre non passarono le qualificazioni, la britannica Divina Galica nel 1976 con la Surtees e nel 1978 con la Hesketh, la sudafricana Desiré Wilson nel 1980 con la Williams e infine l’italiana Giovanna Amati nel 1992 con la Brabham.

Decise di porre fine alla sua carriera dopo la tragedia di Jean Behra, amico, titolare della squadra e in pista sulla sua vettura, nel GP di Germania del 1959. In quella gara il pilota francese l’aveva sostituita all’ultimo momento, utilizzando l’auto con la quale avrebbe dovuto correre lei e tale evento la sconvolse molto.  Enzo Ferrari seguì le imprese della donna pilota con rispetto e senza sbilanciarsi, e la definì “una rarità”.

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