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24 giugno 2017

ANKARA ESPLOSIONE NEL CENTRO DELLA CITTA’, AUTOBOMBA FA STRAGE

18 febbraio 2016

Di Silvia Prato – Un autobomba nel centro di Ankara ha causato l’ennesima strage, al momento si parla di circa 30 morti e una sessantina di ferita. Nel pomeriggio di ieri, l’esplosione con cui è stato distrutto un autobus che trasportava militari  diretti presso un alloggio per soldati ubicato a poche centinaia di metri dal quartier generale delle forze armate e dal parlamento. Altri due bus sono stati danneggiati insieme a diverse altri veicoli che si trovavano nell’area.

Il governo turco ha isolato l’area ed ha imposto la censura sull’accaduto, sono  quindi frammentarie le notizie che giungono, sono stati inoltre oscurati gli accessi a Twitter ed a Facebook.

Il governatore ha dichiarato che certamente a colpire il bus è stato un veicolo imbottito di esplosivo. Ahmet Davutoglu, il primo ministro turco che ha rimandato il suo viaggio a Bruxelles per seguire  l’evolversi della vicenda, ha detto che le autorità stavano esaminando i dettagli: “Abbiamo ricevuto le informazioni e stiamo cercando”.

Il boato dell’esplosione è stato avvertito in tutta la città, su Youtube è stato pubblicato un video di una telecamera di sicurezza che ha ripreso il momento dell’esplosione da lontano e che rende chiara la grossa dimensione della detonazione.

Due sono le ipotesi dell’attentato, l’attacco terroristico potrebbe essere stato compiuto o dallo Stato islamico o dal Pkk, e in entrambi i casi si presuppone una reazione violenta del governo turco, peraltro annunciata da Recep Tayyp Erdogan che ha già imposto un innalzamento del livello di autodifesa.

Quello di ieri è il terzo attentato subito dalla Turchia negli ultimi mesi: il più grave quello dell’ottobre scorso alla stazione di Ankara, in cui persero la vita 103 persone. Il 16 gennaio, inoltre, un attentatore suicida ha provocato la morte di dieci turisti tedeschi a Istanbul. E  vero che fino ad ora le autorità hanno attribuito la matrice di tali atti terroristici allo Stato Islamico, ma di recente la Turchia sta vivendo un riacutizzarsi della tensione con il Pkk (che Ankara considera un’organizzazione terroristica)

Senza dimenticare le operazioni contro i miliziani curdi dell’Ypg , schierati in Siria anch’essi contro lo Stato Islamico, e che data la loro vicinanza al Pkk, vengono considerati da Ankara al pari dei terroristi.

Questa mattina il Ypg ha fatto sapere di non essere coinvolta assolutamente con l’attentato di Ankara: il leader Saleh Muslim ha detto che non è sua intenzione interferire con gli affari interni della Turchia.

Dal punto di vista politico, Ankara vuole intervenire in Siria per creare un cuscinetto che consenta sia di gestire la crisi dei profughi che scappano da Aleppo fuori dai propri confini, ma vuole soprattutto mantenere il contatto con i ribelli amici (attualmente tagliato) e bloccare l’avanzata dei curdi siriani.

L’attentato nel centro di Ankara potrebbe rappresentare l’escamotage per l’avanzata, e per questo in molti hanno ripreso le teorie del “terrorismo di stato”: ipotesi già peraltro avanzate nei mesi scorsi quando una serie di attentati colpì il paese nei periodi precedenti le elezioni politiche.

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