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24 giugno 2017

ASSISTENZA AI MALATI TERMINALI. GLI ESEMPI DI ACCOGLIENZA GRATUITA IN ITALIA

15 settembre 2015

Di Mia Avieno – Quando l’assistenza domiciliare, ma anche quella familiare – seppur amorevole – non riesce ad essere sufficiente per la cura dei malati terminali, si può ricorrere all’hospice, una struttura sanitaria residenziale gratuita che prevede interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti non soltanto alla persona malata, ma anche al nucleo familiare.

Secondo la Società italiana di cure palliative (Sicp) gli hospice sul territorio italiano erano meno di 10 prima della Legge 39 del 1999 – che ha finanziato la realizzazione di strutture residenziali per malati in fase terminale di malattia -, attualmente sono 201, con una offerta di più di 2.100 posti letto. Questo anche grazie alla legge n. 38 del 2010 che ha disposto l’accesso garantito alle cure palliative e alla terapia del dolore. Un modo per consentire un prolungamento significativo della vita.

Quest’ultima è la prima legge a livello europeo ad offrire un quadro per i malati di tutte le fasce di età, con particolare attenzione all’età infantile.

Gli hospice sono gestiti direttamente delle Aziende sanitarie pubbliche, o da organizzazioni no profit in convenzione. Spesso si trovano in aree apposite presso gli ospedali.

E’ tipicamente costituito da camere singole con bagno privato, dotate di una poltrona letto per l’eventuale presenza di un accompagnatore anche durante la notte. Ogni camera è dotata di confort quali telefono, aria condizionata, televisione e frigorifero. Il paziente stesso, se lo desidera, può personalizzare la camera con oggetti di arredamento portati dal proprio domicilio. Comprende locali comuni, un soggiorno e una cucina dove i parenti possono preparare bevande e pietanze.

Alcuni esempi in Italia: a Milano l’hospice casa Vidas opera dal 2006 e garantisce gratuitamente un ricovero protetto a quel 10-12% di assistiti che vivono soli o in condizioni socio-ambientali critiche e spesso drammatiche, tali da rendere la casa un luogo inadeguato alla cura.

Scendendo più a Sud a Salerno c’è “La casa di Lara”, struttura annessa all’ospedale pubblico “Da Procida”. La sua mission – così come sintetizzata anche nella carta dei servizi – è garantire ad ogni paziente il diritto a ricevere un’assistenza qualificata nelle sedi più idonee, un approccio individualizzato, che tenga conto dei valori e delle scelte del paziente e della sua famiglia, la presa in carico improntata sull’uguaglianza e l’imparzialità, senza discriminazioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni socio economiche.

In ogni aspetto dell’assistenza – scrivono – è prioritario il rispetto della volontà del paziente.

Nel 2010, secondo le ultime rilevazioni, erano 8 su 100 mila i malati terminali. Le cure di fine vita assumono, quindi, un ruolo sempre più importante nel sistema sanitario italiano, con la speranza che questo capitolo di spese non venga mai messo in discussione.

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