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25 giugno 2017

ATTACCHI INFORMATICI, L’ITALIA E’ TRA I PAESI PIU’ COLPITI

29 febbraio 2016

Di Sofia Peppi – E’ risaputo che per quanto utili e ormai indispensabile, la rete cela al suo interno numerosi rischi, e secondo un report di Check Point, l’Italia è il quarto Paese europeo più colpito dopo Montenegro, Polonia e Liechtenstein.

Nel solo mese di gennaio il numero di attacchi è diminuito del 10 per cento rispetto alla fine del 2015, ma è solo una tregua. “La criminalità che gestisce questo tipo di attacchi – spiega David Gubiani, Security Engineering Manager di Check Point Italia – continua a fare profitti enormi. Può capitare un calo, come a gennaio, ma è fisiologico: all’aumento dei dispositivi connessi aumentano le minacce pronte a violarli”.

I malware si evolvono continuamente assumendo diverse forme: dal virus al worm, dal trojan horse all’hijacker, ed i più diffusi nel nostro Paese sono: Conficker, Ponmocup, Sality, Dorkbot e Bayrob.

Il primo della lista è un worm ovvero un verme,  un programma che si autoreplica e contagia il pc in vari modi, ad esempio tramite una USB o un allegato via mail, ed inoltre impedisce anche di installare antivirus e può scaricare programmi – compresi altri malware – sul device.

Ponmocup. è un malware, specializzato in frodi e furti di dati, secondo alcune stime, dal 2009 Ponmocup sarebbe riuscito a introdursi in ben 15 milioni di sistemi in tutto il mondo.

Sality è un virus capace di rubare dati e di rendere il pc accessibile agli hacker, colpisce Windows, è considerato uno dei malware più pericolosi, perché in continua evoluzione.

Al quarto posto si trova Dorkbot, un altro worm che da qualche anno cerca di introdursi nei sistemi anche tramite deifinti messaggi su Skype .

Poi c’è Bayrob, un trojan horse – cavallo di Troia – che si nasconde dentro ad allegati apparentemente innocui che simulano i loghi di marchi affidabili, ad esempio Amazon.

Ma anche gli smartphone non sono immuni da attacchi di malware, il più diffuso si chiama AndroRAT, che si nasconde dentro applicazioni legali e rende i dati presenti nella memoria del telefono accessibili agli hacker.

Leech, altro malware, invia sms a servizi a pagamento all’insaputa del proprietario dello smartphone.

I dati di gennaio confermano quanto già si sapeva: Android è più colpito di iOS dai malware. La ragione, spiega Gubiani, è semplice: “Android è un sistema aperto e per sua natura risulta più vulnerabile. E poi è più usato, e quindi un attacco ad Android statisticamente ha più probabilità di andare a buon fine”.

Secondo Check Point, la diffusione degli smartphone è una delle ragioni che fa del nostro Paese uno dei più colpiti: “L’Italia è uno dei primi Paesi in Europa per numero di device mobili connessi, che rappresentano una notevole superficie di attacco da parte della cybercriminalità. Anche per questo ultimamente si notano molte aggressioni mirate, cioé che prendono di mira siti italiani e utilizzano la lingua Italiana. Ma la classifica delle nazioni più colpite è temporanea, e cambia continuamente data la mole degli attacchi”

 

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