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25 giugno 2017

BISOGNO DI “GOOD NEWS”. QUELLE “BUONE” FANNO ANCORA NOTIZIA

30 ottobre 2015

Di Romina Rosolia – Ci stanno provando il Corriere della Sera e poi il Tg2 a dare spazio alle buone notizie, alle cosiddette “good news”.

Notizie a lieto fine, notizie che raccontano di gesti di solidarietà, che danno spazio agli esempi positivi e che aiutano – in primis – a tenere alto il buonumore di chi legge i giornali e di chi ascolta ogni giorno le notizie al Tg.

Le buone notizie esistono, basta cercarle. il Corriere delle Sera, attraverso il blog Buone Notizie e anche attraverso il Corriere Sociale va proprio a caccia di storie di questo tipo, di contesti e circostanze costruttive.

“Qui – si legge sul blog Buone Notizie – si racconta una bella Italia capace di remare anche controcorrente, spina dorsale di quella società minuta che vuole ricostruire i ponti per una migliore convivenza, senza rassegnarsi alla decadenza di quelli che chiamiamo ancora, senza vergognarcene, valori”.

Ed allora, ecco una serie di “good news” tratte dal blog Buone Notizie del Corriere come quella di “Nonna Nannina, 94 anni, che ha donato 1.000 euro, conservati in un fazzoletto, per gli sfollati di Benevento. E poi ancora la nuova frontiera formativa all’interno delle aziende. Negli Stati Uniti, infatti, è molto ricercato il “chief happiness officer (cho)”, ovvero quel dirigente addetto della felicità dei dipendenti. Il loro obiettivo? Semplice: portare gioia e soddisfazione tra i lavoratori, perché la felicità rende maggiormente produttivi (e senz’altro aiuta a vivere meglio).

Al Tg2, invece, è nato “Tutto il bello che c’è: un’idea partita da Maria Grazia Capulli, volto tra i più noti alla conduzione, e purtroppo scomparsa da alcune settimane a causa di una grave malattia. Con questa rubrica, e con quel che simbolicamente rappresenta, lascia così una grande eredità morale alla redazione del Tg2 e non solo.

Uno degli ultimi servizi lanciati dalla Capulli a “Tutto il bello che c’è” riguarda un video segnalato alla redazione dagli stessi telespettatori. Un video sull’amore incondizionato e sulla bellezza del donare: si intitola “Credi nel bene” ed è girato in Cina. Un ragazzo, spontaneamente, aiuta – con piccoli gesti – le persone che incontra nella sua vita, senza riceve nulla in cambio. Il messaggio finale che compare è “qual è la cosa che desideri di più? Quella sarà la prima cosa che dovrai imparare a donare! Credi nel bene”.

Sul web troviamo, inoltre, buonenotizie.it e ancora “tutte le buone notizie” di Amnesty International che fa sapere, tra le altre cose, che lo stato dell’Oklahoma ha sospeso tutte le esecuzioni fino al 2016.

La vita di tutti i giorni, insomma, ottiene risalto in positivo. Gli sforzi, i sacrifici, i volti di gente comune, vengono raccontati per dimostrare qualcosa che in fondo noi tutti già sappiamo: che di certo l’esistenza è fatta di alti e bassi, di momenti gratificanti e di periodi bui ma che se il giornalismo si occupa di raccontare le vicende umane che almeno lo faccia a 360 gradi, affinché l’Italia (e il mondo) non sembri imprigionato completamente dal male, dalla superficialità, dal potere, dalle guerre, dall’odio. Ma anche dal bene, e da ciò che ne consegue.

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