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25 giugno 2017

BULLISMO, NE E’ VITTIMA UN RAGAZZO SU DUE. APPRODA LA PROPOSTA DI LEGGE ALLA CAMERA

20 gennaio 2016

Di Elena Capra – Il termine bullismo deriva dalla parola inglese “bullying”, mentre nelle lingue scandinave il termine utilizzato è “mobbing”, entrato ormai a far parte del nostro linguaggio comune per definire le prevaricazioni tra adulti in ambito lavorativo. È quindi considerato bullismo quell’insieme di vessazioni, offese, minacce, atteggiamenti aggressivi, maldicenze che può spingersi fino alle violenze e che riguarda soprattutto gli ambienti scolastici e giovanili.

L’Istat ha tracciato a fine 2015 un profilo delle giovani vittime, che vede un ragazzo su due (52,7%) nell’ultimo anno preso di mira almeno una volta dai bulli e circa uno su dieci (9,1%) che ha subito atti di bullismo con cadenza settimanale. Le vittime sono per lo più ragazze, giovanissimi (11-13 anni) e residenti al Nord. Le femmine, inoltre, sono più spesso bersaglio di cyberbullismo, cioè quello compiuto attraverso il web e le nuove tecnologie.

Tra le 11-17enni si registra una quota più elevata di vittime di cyberbullismo: il 7,1% delle ragazze che si collegano al web o dispongono di un cellulare sono state oggetto di vessazioni continue, contro il 4,6% dei ragazzi.
I più giovani sono però anche i più esposti al cyberbullismo.

L’ultimo di una lunga serie di episodi legati al bullismo è accaduto a Pordenone, la ragazzina ha appena 12 anni. Le motivazioni e le cause che l’hanno portata a lanciarsi nel vuoto sta nel pessimo rapporto con i compagni di classe: prima di gettarsi nel vuoto avrebbe infatti scritto due lettere, una per i genitori, e una indirizzata proprio ai compagni di scuola, dove avrebbe scritto: “Ora sarete contenti”.

Cosimo Maria Ferri, sottosegretario al Ministero di Giustizia ha dichiarato che presto sarà presentata una legge contro il bullismo: “Il gesto estremo compiuto da una ragazza di 12 anni a Pordenone per sfuggire alle ingiurie dei suoi compagni di classe rappresenta un fatto inaccettabile per un Paese civile. Le nostre coscienze sono chiamate a uno sforzo, educativo e legale, straordinario perché è inaccettabile che i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo possano prendere piede in questo modo nel nostro Paese”.

“Apprezzo il lavoro che il Parlamento sta portando avanti per arrivare a una legge contro il bullismo, in tutte le sue forme: auspico, come molti hanno fatto in queste ore, che l’iter del disegno di legge prosegua in modo spedito alla Camera perché le urgenze hanno bisogno di interventi tempestivi. Ritengo fermamente che l’impegno maggiore debba essere quello da mettere in atto sul piano educativo e preventivo: è lì che occorre intervenire per costruire un humus fatto di valori e presa di coscienza per arrestare quella spirale di odio e violenza che oggi si innesta troppo spesso nei nostri giovani, trasformandosi poi in soprusi e violenze amplificate da Internet e dai social network. Pordenone segni un punto di svolta”.

Gli fa eco Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia alla Camera:”La legge contro il bullismo approderà in aula nel mese di marzo. In commissione – spiega – stiamo completando le audizioni sul ddl già approvato dal Senato e sulle numerose proposte presentate da diversi deputati, contiamo di metterci al lavoro al più presto per definire un testo rigoroso e fermo nel contrastare un fenomeno purtroppo in crescita e che troppo spesso coinvolge, come vittime e autori di reato, minori, anche di età inferiore ai 14 anni”.

Nel corso dei lavori della commissione investigatori e magistrati hanno chiesto che sia studiato e realizzato uno strumento legislativo che comprenda le diverse modalità di bullismo, l’idea al momento è quella di creare un reato specifico, modulabile a seconda dell’età del “bullo”, per i minori di 14 anni un intervento educativo, con il coinvolgimento dei servizi sociali e della scuola. Oltre i 14 anni la possibilità potrebbe essere la confisca degli apparecchi utilizzati (pc, smartphone etc)  e l’obbligo di frequentare corsi di riqualificazione della personalità. A partire dai 18 anni, tutto passa in mano alle procure.

Già in altri paesi si sono attuate procedure per la tutela delle vittime del bullismo, un esempio particolarmente interessante è il progetto Ok2Say nato negli Stati Uniti, che consente le denunce con una semplice App ed è rivolta a tutti gli studenti delle scuole con cui è possibile denunciare anonimamente, 24 ore al giorno, ogni giorno dell’anno, ogni forma di bullismo o violenza si verifichi dentro e fuori le aule.

Lo scorso anno sono state ricevute e trattate 2.165 mila denunce, 536 per atti di bullismo, 396 per tentativi di suicidio, 261 per casi di depressione, 252 per cyberbullismo e 158 per atti di autolesionismo.

La App nasce da una collaborazione tra istituzioni, polizia, scuola, genitori e associazioni antiviolenza, secondo il principio che “ogni denuncia viene presa sul serio e che non c’è nessun fatto, anche piccolo, che non possa essere denunciato”.

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