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24 giugno 2017

CARA “AIDA” NON RINUNCIARE AL TUO SOGNO

19 maggio 2015

Di Mara Carfagna – Cara Aida,

Mi rivolgo a te con questo nome perchè è così che i media hanno scelto di chiamarti.

Ho letto la tua storia sui giornali e sono rimasta sgomenta e allibita. La prima cosa che mi viene da fare è chiederti scusa,a nome di quell’Italia civile che non è inquinata da sentimenti di odio e pregiudizio come quelli che sei costretta a subire nella quotidianità ad opera di qualche stolto e ignorante.

Quell’Italia è fiera di te, dei tuoi successi, dei tuoi risultati. Si augura che tu possa realizzare il sogno di continuare lo studio del diritto e diventare un bravo avvocato capace di difendere chi ne ha bisogno.

Resto basita dall’azione che ti ha colpito e pur sforzandomi non arrivo a comprendere cosa possa essere scattato nella mente e nell’animo delle persone che hanno inviato lettere piene di insulti alla tua persona e alla tua intelligenza. Sono fermamente convinta che la scuola sia il luogo primario in cui vada insegnato il rispetto per il prossimo, instillato l’amore per l’essere umano,indipendentemente dalla razza,dalla lingua,dalla religione,dall’orientamento sessuale. La scuola, come la famiglia, dovrebbero garantire le fondamenta dell’educazione di ogni bambino e ragazzo, così da poter formare adulti consapevoli e attenti verso i loro simili. Ho sempre sostenuto la necessità di avviare un processo formativo volto all’educazione e al rispetto dell’altro negli istituti scolastici e quando ero Ministro per le Pari Opportunità in accordo con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca abbiamo istituito la settimana contro la violenza in cui ogni istituto di ogni ordine e grado era chiamato a promuovere iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione per la prevenzione della violenza fisica e psicologica, compresa quella fondata sull’intolleranza razziale, religiosa,di genere o fondata sull’orientamento sessuale. So che l’attuale Ministro dell’Istruzione e il Dipartimento per le Pari Opportunità hanno continuato a portare avanti l’iniziativa con caratteristiche simili a quella da me istituita. Quello che chiedo oggi al Governo, proprio per tentare di fare in modo che episodi come il tuo non si verifichino più, è che tutto questo venga potenziato. Evidentemente quello che si sta facendo, quanto viene messo in campo, non basta. E non perchè sono io a dirlo ma perché dobbiamo saper leggere ed interpretare episodi come il tuo. Dobbiamo intervenire laddove questi fatti accadono. Dobbiamo lottare per evitare che una ragazza appena quattordicenne, che studia, che va bene a scuola, che sogna un futuro in Italia, un futuro da avvocato,venga invece insultata, mortificata e vessata da suoi coetanei privi di coscienza, di comprensione ed inclusione verso il prossimo. La nostra società sta cambiando,i fenomeni migratori sono ormai inarrestabili e dinnanzi all’immigrazione regolare dobbiamo pensare che la diversità non sia una minaccia o un pericolo,ma una ricchezza da valorizzare e proteggere.

Spero che quello che ti è accaduto non spezzi il tuo sogno, ma anzi al contrario che ti faccia andare avanti più forte e determinata di prima.

Mara Carfagna

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