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26 giugno 2017

CARO VERONESI, IL CANCRO NON C’ENTRA CON DIO

03 gennaio 2016

Di Luigi Crespi  Umberto Veronesi, nel suo ultimo libro, afferma che il cancro è la prova dell’inesistenza di Dio. A questa affermazione segue la replica di Antonino Zichichi che in una intervista a “Il Giornale” dichiara che “la scienza non ha mai scoperto nulla che sia in contrasto con l’esistenza di Dio. L’ateismo, quindi, non è un atto di rigore logico teorico, ma un atto di fede nel nulla“. Il tumore quindi è una questione di cellule, mentre l’universo è la prova dell’esistenza di Dio.

La discussione è appassionante: da una parte Veronesi, il medico in contatto costante con il “Male”, che nega l’esistenza di un Dio che consente al “Male” il suo manifestarsi, dall’altra lo scienziato Zichichi che guarda verso l’alto.

Comprensibile la reazione di Veronesi, quando Zichichi afferma che non si può dimostrare che Dio non esiste e quindi ad esso riconduce l’intelligenza suprema dell’universo; i due luminari reagiscono in modo differente alla paura naturale del passaggio tra vita e morte.

Ma tutto questo cosa c’entra con Dio?

Da Max Planck in poi, la ricerca della prova scientifica dell’esistenza di Dio è stata una vera missione per alcuni scienziati tra i quali Albert Einstein, che il 3 gennaio del 1954, mette un punto nella sua famosissima “Lettera su Dio” indirizzata al filosofo Erik Gutkind, a Princeton: «la convinzione profondamente appassionante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell’incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio» e, aggiunge «chiunque sia veramente impegnato nel lavoro scientifico si convince che le leggi della natura manifestano l’esistenza di uno Spirito immensamente superiore a quello dell’uomo e di fronte al quale noi, con le nostre modeste facoltà, dobbiamo essere umili».

Einstein, il dio della Scienza, dà una definizione della stessa che sembra dare ragione a Zichichi: «la Scienza, contrariamente ad una opinione diffusa, non elimina Dio. La fisica deve addirittura perseguire finalità teologiche, poichè deve proporsi non solo di sapere come è la natura, ma anche di sapere perchè la natura è così e non in un’altra maniera, con l’intento di arrivare a capire se Dio avesse davanti a sé altre possibilità di scelta quando creò il mondo».
È il riconoscimento evidente di un Dio che ha operato, che ha fatto determinate scelte, che ha pensato come “intelligenza” l’Universo.

Allora, ci viene da chiedere se anche il cancro è opera di Dio, perché se così fosse, questo Dio non potrebbe essere considerato buono e tantomeno misericordioso ma soltanto intelligente.

La posizione di Veronesi che ne nega l’esistenza rivela un estremo atto d’amore perché nega che Dio possa avere “pensato” al male. Possa avere concepito il cancro.

“In ognuno di noi c’è un altro che non conosciamo” Carl Gustav Jung ha spiegato con la legge della “sincronicità” come il “male” è ben radicato in noi e la capacità di affrontarlo è la chiave dell’evoluzione spirituale.

Io penso che l’esistenza di Dio sia una questione intima, personale.
La fede per me è stata una conquista personale che mi è costata moltissimo, un via dolorosa e faticosa che mi ha donato una fede che ogni giorno devo confermare e ricercare con forza e volontà
Ma quello che mi ha portato a credere vale per me solo per me. Non ha nessun valore universale e non può essere usato per convincere della mia “buona fede” nessuno e nel momento lo facessi sarebbe un atto politico e non certo di fede.

Ma c’è un valore universale, una legge la cui differenza è sotto gli occhi di tutti.
Gli esseri viventi che animano la terra sono guidati dall’istinto, da leggi naturali che non consentono di scegliere.
Noi a differenza degli animali, degli insetti o dalle piante possiamo scegliere. Il dono più grande che ci è stato fatto è quello del “LIBERO ARBITRIO” noi possiamo scegliere.

E se il “male” fosse “male” è vero che Dio lo cancellerebbe con un cenno ma senza il “male” noi non potremmo scegliere il bene.
Non c’è luce senza ombra.

La coscienza di sè è quello che ci consente di dire “Io sono” cosa che non è consentita a nessun essere vivente.
È questo che ci rende simili a Dio, e se non hai cavalcato nell’ombra non puoi desiderare e scegliere la luce.

Non è mia intenzione cadere nel misticismo, e tanto meno convincere alcuno di essere a conoscenza della verità, ma di certo posso garantirvi che quello che conosco mi basta per dire che Dio esiste e si manifesta con miracoli incredibili.
Miracoli che nessuno scientista potrebbe spiegare ma che accadono in ogni istante in ogni respiro.

… E il cancro? Io credo che il cancro abbia a che fare con le “scelte” degli uomini. Lo reputo una conseguenza molto umana e poco divina. È l’effetto della conflittualità umana.
Dio ne è fuori.

Le malattie hanno una natura che va oltre il corpo: ci si ammala prima nella mente, nello spirito.

Conflitti, sensi di colpa sono le radici dei nostri “mali” ma non solo, le condizioni ambientali e le abitudini di vita sono inneschi che agiscono sugli effetti.

Ecco, credo che il cancro sia una cosa molto terrena e Veronesi potrebbe leggere qualche capitolo di un paio di libri di Tiziano Terzani per rassegnarsi e trovare un po di pace.

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