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25 giugno 2017

CELLULARI ED ALCOOL: SULLE STRADE SI MUORE COSI’

13 ottobre 2015

Di Sofia Peppi – L’uso del cellulare alla guida sta diventando una delle principali cause di incidenti mortali sulle strade. Secondo i dati diffusi da Aci e Istat rappresentano il 20% circa dei sinistri stradali.

Sono moltissime le campagne promosse negli anni da associazioni e governi per sensibilizzare e disciplinare giovani e meno giovani al rispetto delle regole quando si guida un’auto.

In queste ore un video shock sta girando in rete. È stato diffuso dalla polizia inglese con l’autorizzazione dei genitori di due giovani vittime che, ubriachi al volante, sono morti sul colpo dopo essersi schiantati contro il muro di una chiesa nell’East Sussex.

Le immagini si riferiscono al video girato in macchina pochi istanti prima da una delle due vittime. Una clip in cui viene ripreso il contagiri che sale sempre di più mentre il ragazzo alla guida continua ad accelerare. Entrambi ridono, ma saranno i loro ultimi istanti di vita. Poco dopo di loro non resterà che un’auto distrutta.

Il video è stato diffuso per mettere in guardia i giovani da bravate di questo tipo da atti irresponsabili come bere e guidare e che costano la vite a decine di persone ogni anno.

Solo questa estate la casa automobilistica Ford dava il via alla campagna di guida sicura “Don’t Emoji and Drive” che si articola in una serie di grafiche costruite con la tecnica del mosaico: una serie di emoticon che, come pixel, rappresentano immagini più ampie in un cui sono raffigurati cani, bambini o anziani. Il messaggio è chiaro: anche l’invio di un semplice emoticon può presentare un rischio per tutti.

Secondo uno studio svolto proprio dalla Ford su un campione di 7.000 giovani europei tra i 18 e i 24 anni, è emerso che 1 giovane guidatore europeo su 4 (in Italia 1 su 5) controlla con frequenza il telefonino mentre guida per controllare il proprio “feed” sui social network.

Secondo l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, per gli incidenti stradali è come se ogni anno sparisse un paese di 5.000 abitanti. Una guerra non dichiarata, la definiscono. E allo stesso tempo sono critici con il governo: “Il parlamento Europeo – scrivono sul loro sito internet – ha chiesto all’Italia di ridurre del 40% in dieci anni questi numeri. A ciò lo stato italiano ha risposto con un sempre calante presidio del territorio e con un grave ritardo nell’ adeguamento degli organici delle forze dell’ordine e delle norme del Codice della strada”.

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