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25 giugno 2017

CHIUSURA OPG, DA OGGI SCATTA LA RIFORMA “STORICA”

31 marzo 2015

Di Romina Rosolia – Antigone, l’associazione che tutela i diritti e le garanzie nel sistema penale, esulta: da oggi 31 marzo, così come previsto dalla legge 81/2014, lo Stato chiuderà definitivamente i 6 ospedali psichiatrici giudiziari presenti in Italia: Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino, Napoli, Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto e Castiglione delle Stiviere, per un totale di 700 persone detenute.

I pazienti saranno ospitati presso le “Rems”, Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria, costruzioni più piccole, senza celle. Usciti da queste strutture, saranno presi in carico dalle Asl, fino a che saranno dichiarati guariti.

Se da un lato associazioni come Antigone – che per anni ha denunciato l`incostituzionalità di tali strutture e i metodi di cura e detenzione – può dire di aver vinto la battaglia, ci sono medici che mostrano riserve nei confronti del provvedimento a cui hanno lavorato il Ministero della Salute (il ministro Beatrice Lorenzin ha già detto che non ci saranno proroghe e che le strutture che non si adegueranno verranno commissariate), la Commissione Sanità del Senato e le Regioni.

A dimostrare riserve nei confronti di questa riforma è, ad esempio, il dottor Andrea Pinotti, direttore dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere, secondo cui: “C’è il rischio che entrando nel circuito ordinario di cura, tutti i malati siano additati come pericolosi”.

E ancora: “Il problema di questa legge – dice Pinotti – è che non fa distinzione fra il malato psichiatrico giudiziario, macchiatosi di reati contro la persona, e il malato psichiatrico puro. Il rischio più elevato è che la psichiatria faccia un balzo indietro di decenni e mini le conquiste della legge Basaglia“.

Eppure Franco Basaglia fu l’ispiratore dell’omonima legge n.180 del 1978 che impose la chiusura dei manicomi. Perchè l’applicazione di tale concezione moderna non dovrebbe essere valida anche per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari?

Nelle intenzioni, questa riforma dovrebbe far prevalere l’aspetto sanitario e favorire la cura dei malati anche se pregiudicati, anche se ritenuti parzialmente o totalmente incapaci di intendere e volere nel momento in cui hanno commesso il reato, e reinserirli nel tessuto sociale. Ma sarà proprio così? E visto che le Rems non avranno celle detentive, quali saranno le misure di sicurezza?

È qui che si inserisce una terza posizione, quella delle vittime e delle loro famiglie.

La tutela dei diritti è fondamentale, anche di chi è stato dichiarato colpevole di reato e riconosciuto incapace di intendere e volere, ma vanno difesi anche tutti i cittadini e promosse azioni e provvedimenti che non si ritorcano, poi, contro la società stessa.

In questo caso, non si può che aspettare per valutare i risultati di una riforma che è di sicuro “storica” nella rivalutazione della cura degli internati psichiatrici ritenuti colpevoli dalla Giustizia.

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