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25 giugno 2017

COMUNITA’ LAGER A LICATA. OTTO GLI INDAGATI PER MALTRATTAMENTI A MINORI

21 gennaio 2016

Di Gaja Barillari – Sono drammatiche le notizie che giungono da Licata,  dopo che i carabinieri nel corso dell’operazione “Catene Spezzate” hanno posto sotto sequestro una comunità alloggio per giovani pazienti con deficit mentali. Otto sono le persone coinvolte per i quali  è stata disposta dal gip del tribunale di Agrigento, Alessandra Vella su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Alessandro Macaluso, l’ordinanza di custodia cautelare, le accuse sono maltrattamenti nei confronti dei minori ospiti della comunità di via Gela.

Tutto ha inizio quando una delle ragazze ospite del lager, consegna alla propria insegnante un tema nel quale si immedesima in “una principessa che sta facendo un incubo, in una casa da sola con una strega che tiene tutti i ragazzi in una casa con i suoi complici”, “una strega cattiva e crudele che riempie di medicinali quelli che non hanno famiglie, li addormenta e li picchia”, la ragazza racconta inoltre ad un’altra insegnate che  scoperta da “uno della comunità” mentre scriveva una lettera indirizzata alla preside della scuola è stata messa in punizione, chiusa in una stanza e a digiuno.

«Vorrei tanto che capissi – scrive la ragazzina – quello che succede in comunità, sei l’ unica persona che mi crede…sono persone cattive, io a momenti esco dalla comunità, vorrei tanto che prima che esco io li vorrei fare passare tanti guai, quello che fanno a…. Vorrei tanto che provassero quello che prova lei…non merita no di vivere con altra gente che è buona le persone che legano con le catene e con lo scotch, che a…fanno le punture per addormentarla».

Ma non è tutto, una delle ragazze racconta inoltre di angherie subite da parte degli educatori, c’è chi viene legato a una sedia con il nastro isolante, chi deve sopportare percosse, bastonate e mollette sul naso, chi,  è costretto a mangiare i propri escrementi, divieto di contatti telefonici con la famiglia, ricatti, immobilizzazione con catene di ferro, l’impiego di minori e altri disabili in diverse mansioni lavorative, anche molto degradanti, all’interno della struttura.

Nel frattempo le ispezioni e le intercettazioni che gli investigatori mettono in atto tra il dicembre 2014 e il febbraio 2015 confermano il contenuto delle segnalazioni, la comunità Suami, è stata per i suoi ospiti un vero e proprio lager.

tw_lorenziniBeatrice Lorenzin ministro della salute, ha affidato a Twitter il suo commento sulla vicenda: “Disumano quanto avvenuto a Licata”, aggiungendo “In Parlamento è fermo da troppo tempo il mio ddl con pene più severe per chi maltratta persone disabili” .

Forse è un po’ poco.

 

 

 

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