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24 giugno 2017

CUM, UN CENTRO UNICO PER DIVENTARE MISSIONARI NEL MONDO

18 ottobre 2015

Di Romina Rosolia – Si chiama Cum, si trova a Verona, ed è il Centro unitario per la cooperazione missionaria fra le chiese, un organismo della Conferenza Episcopale Italiana che si occupa della formazione dei missionari italiani attraverso varie iniziative rivolte sia ai preti che ai presbiteri, ai diaconi ed ai laici diocesani, ma anche a religiosi e religiose che vengono inviati a realizzare un servizio temporaneo all’estero.

La Fondazione Cum nasce ufficialmente il 18 dicembre 1997, ma in realtà è solo l’ultimo vestito di un soggetto ecclesiale che ha più di 40 anni di vita. La struttura veronese nasce, infatti, negli anni ’60 come Seminario per l’America Latina.

È da qui che passano tutti i missionari italiani che operano all’estero. È qui si formano e si preparano.

Trascorrono un periodo di formazione spirituale, morale e culturale prima di affrontare la loro missione in terra straniera.

Oggi è la giornata missionaria mondiale. Anche papa Francesco lo ha ricordato con un messaggio da Piazza San Pietro, nel corso del quale ha detto: “La missione è passione per Gesù Cristo e nello stesso tempo è passione per la gente”.

Tra l’altro nel 2014, per la prima volta, è stata eletta una donna alla guida della Conferenza degli istituti missionari italiani (Cimi): suor Marta Pettenazzo, delle Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli.  Classe 1962, suor Marta è di Padova.

Essere missionari ha i suoi rischi: secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides (agenzia stampa del Vaticano), nel 2014 sono stati uccisi nel mondo 26 operatori pastorali, 3 in più rispetto al 2013. Per il sesto anno consecutivo, il numero più elevato di operatori pastorali uccisi si registra in America. Negli ultimi dieci anni (2004-2013) sono stati uccisi nel mondo 230 operatori pastorali, di cui 3 vescovi.

Nel 2014 sono morti in modo violento 17 sacerdoti, 1 religioso, 6 religiose, 1 seminarista, 1 laico. Secondo la ripartizione continentale, in America sono stati uccisi 14 operatori pastorali (12 sacerdoti, 1 religioso, 1 seminarista); in Africa sono stati uccisi 7 operatori pastorali (2 sacerdoti, 5 religiose); in Asia sono stati uccisi 2 operatori pastorali (1 sacerdote, 1 religiosa); in Oceania sono stati uccisi 2 operatori pastorali (1 sacerdote, 1 laico); in Europa è stato ucciso 1 sacerdote.

Altre migliaia di vittime in Africa occidentale le ha fatte il virus ebola. La Famiglia religiosa dei Fatebenefratelli, Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, ha perso in Liberia e Sierra Leone quattro confratelli, una religiosa e tredici collaboratori degli ospedali di Monrovia e Lunsar, per aver contratto il virus nel loro generoso impegno di assistenza ai malati.

Intanto il prossimo importante incontro per i missionari è il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale che si svolgerà a Firenze dal 9 al 13 novembre prossimi, dal titolo “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”.

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