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24 giugno 2017

DILEMMA VERITA’-MENZOGNA: TRE EX AGENTI CIA SPIEGANO COME FARE PER DISTINGUERLE

15 luglio 2015

Di Sofia Peppi – “Espía la mentira” – Spia la bugia – è il libro pubblicato in lingua spagnola da tre ex agenti della Cia in cui spiegano come fare per distinguere la menzogna dalla verità. Svelano piccoli segreti del loro lavoro, intriso di false dichiarazioni ma anche di vere affermazioni. Il confine è tutto lì: sapere, capire, ricostruire, analizzare, prevedere. Per loro agire, dipendente prima di tutto dalle informazioni vere o false che raccolgono, necessarie per dare un senso alla realtà dei fatti.

Philip Houston, Michael Floyd e Susan Butcher ex componenti della Central Intelligence Agency, l’agenzia di spionaggio per l’estero degli Stati Uniti d’America, considerano prima di tutto i tempi di risposta, la comunicazione non verbale e i gesti: quindi l’uso delle mani e le espressioni del viso di una persona.

Ad esempio, una risposta ritardata o troppo affrettata sono sintomo di bugia. Ed ecco qui che scatta il primo dei consigli degli ex 007. Ovvero, fare un piccolo test con una domanda “molto facile” in modo da capire quali sono in realtà i tempi di risposta standard di una persona, per poi confrontarli con i tempi di risposta della domanda che ci interessa e scoprire se ci sono anomalie.

Altro segnale è veder tossire. Se una persona si schiarisce la voce prima di parlare, probabilmente sta mentendo. Se lo fa dopo aver risposto non è rilevante, ma lo diventa se lo fa prima. Inoltre, il fatto di mentire potrebbe aumentare l’ansia facendo seccare la bocca.

Gesti tipicamente maschili e femminili che possono rappresentano degli avvisi. Quando si risponde a una domanda mentendo, un uomo potrebbe inconsciamente aggiustarsi la cravatta e i polsini, o forse gli occhiali. Una donna invece potrebbe portare i capelli dietro le orecchie o aggiustarsi la gonna. Altro gesto sospetto è asciugarsi il sudore. Inoltre, spesso, quando si fa una domanda a un interlocutore bugiardo, questo improvvisamente noterà o che il bicchiere e messo male, o che il telefono non funziona bene o che la penna non si trova nel posto giusto. Far notare dettagli che solitamente non si tengono in considerazione è un segnale che chi è davanti a noi sta mentendo.

E una volta che si comprende tutto questo cosa fare? Già solo accorgersene è un successo, tutto il resto fa parte del gioco e della vita quotidiana. Resta pur sempre utile l’intuito che ci porta a fidarci o a restare guardinghi dai bugiardi.

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