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24 giugno 2017

«E’ TWITTER, BELLEZZA». L’UFFICIO STAMPA 2.0 HA TRASFORMATO LA PROFESSIONE

17 dicembre 2015

Di Romina Rosolia – Spiegare, affermare, raccontare, dimostrare, promuovere, ufficializzare, in un’unica parola «comunicare» tutto in 140 caratteri.

Lo fanno oggi gli «uffici stampa 2.0» che hanno trovato in Twitter un alleato formidabile per parlare all’opinione pubblica e – senza dubbio – al mondo intero.

L’ufficio stampa è oggi una professione profondamente trasformata dall’avvento e dall’evoluzione dei social, di Twitter in particolare: il canale, la via preferenziale su cui esprimere opinioni con valenza di ufficialità ed attendibilità.

Pubblicare un post su Twitter è dire cosa pensa in quel preciso istante quel personaggio della politica, della cultura, della musica, dello sport e questo fa notizia e batte tutti sul tempo, a volte anche le agenzie di stampa.

Twitter fa notizia e non solo. Svolge la funzione di un portavoce, dicendo esattamente e facendo sapere a tutti cosa fa, cosa ha da dire, come si muove, chi incontra, quanto e come lavora una determinata persona. Contribuisce a costruire la «reputazione» di quel personaggio o di quella azienda, ed è su questo banco di prova che ci si può giocare tutto.

A dimostrazione che le cose stanno andando proprio in questa direzione è il caso mediatico “scoppiato” tra Report ed Eni durante l’ultima puntata del programma.

Report ha mandato in onda le immagini de «La trattativa», un servizio che ha cercato di ricostruire l’affare da un miliardo di dollari di Eni per l’acquisto della licenza per sondare i fondali marini del blocco petrolifero Opl245 in Nigeria.

Fin dall’inizio del programma Eni ha risposto in diretta su Twitter, utilizzando l’hashtag di riferimento #report e come tema “Quello che Report non vi dirà”. L’azienda, così, ha parlato direttamente al pubblico, sfruttando la piattaforma Twitter facendo ufficio stampa 2.0.

Il concetto è, quindi: se in tv parlano di me, io dico la mia scrivendo e “difendendomi” in diretta su Twitter senza intermediari. Un derby che, a sentire gli esperti, è stato vinto indiscutibilmente dall’Ufficio Stampa Eni. «È Twitter, bellezza».

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