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25 giugno 2017

EMILIO QUINTIERI ASSOLTO, “IL FATTO NON SUSSISTE”. ORA E’ UN UOMO LIBERO

21 gennaio 2016

Di Rossana Spartà – C’era anche un candidato alla Camera tra le sei persone arrestate il giorno 13 Febbraio del 2013 dai Carabinieri della Compagnia di Paola per traffico e spaccio di droga.
Ma il suo nome, non essendo tra i più gettonati, dopo aver girato per alcune ore, è finito insieme ai tanti altri casi di malagiustizia nel limbo dei non famosi.
Emilio Quintieri 27 anni, candidato in Calabria alla Camera per la lista “Amnistia Giustizia e Libertà”, promossa da Marco Pannella ed Emma Bonino, inizia così il suo calvario. Un’esperienza carceraria non facile da raccontare, da rendere pubblica. Un’esperienza vissuta molte volte indirettamente, oltre le sbarre , prima dell’arresto, quando si occupava di problemi legati al mondo carcerario cercando di sensibilizzare il politico di turno in visita ai detenuti, mostrando le condizioni degradanti di detenzione. Condizioni molto spesso sanzionate dalla Corte Europea dei Diritti Umani.

La brutta avventura di questo esponente dei Radicali si è finalmente conclusa nel pomeriggio di mercoledì quando il Tribunale di Paola ha pronunciato la sentenza di primo grado riconoscendo l’innocenza dell’imputato e assolvendolo con formula piena perchè il fatto non sussiste.
Il fatto non sussiste e tutto ritorna a posto, o quasi, perché Quintieri il carcere lo ha provato sulla sua pelle; ha conosciuto il significato della carcerazione preventiva, durata un anno tra Paola e Cosenza, per poi essere sottoposto agli arresti domiciliari aggravati e successivamente scarcerato con obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per tre volte la settimana.
Al di là dell’esperienza sconvolgente, a questo uomo un fatto “non sussistito” ha “stoppato” tre anni di vita. Se ciò non fosse accaduto come sarebbe stata la vita di Emilio oggi? Ricordiamo che era candidato in Parlamento. Sarebbe interessante vedere la proiezione di questa vita “al bivio”, come faceva la trasmissione di Enrico Ruggeri e capire quanto possono essere devastanti i danni morali e materiali che una giustizia non giusta a volte compie.
Ed è proprio a seguito dei danni morali e materiali e avvalendosi da quanto previsto dal Codice di Procedura Penale, in adempimento ad un preciso obbligo posto dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, che all’imputato Quintieri è riconosciuto il diritto di ottenere un’equa riparazione per la ingiustizia sostanziale della custodia cautelare.
L’imputato chiederà alla Corte di Appello di Catanzaro la condanna dello Stato a 500 mila euro di risarcimento, il massimo previsto attualmente dalla legge, non lasciando nulla di intentato anche nei confronti di chiunque altro abbia concorso, abusando delle proprie funzioni.

L’imputato ora è un uomo libero.

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