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24 giugno 2017

FACEBOOK, QUANDO L’ALGORITMO E’ CAPACE DI FERIRE

27 dicembre 2014

Di Chiara Romeo – In questi giorni Facebook è invaso da centinaia di video che propongono una sintesi di quanto sia stato fantastico l’anno appena trascorso. “È stato un anno meraviglioso. Grazie di aver contribuito a renderlo tale” è il messaggio preimpostato che compare insieme al video. Tuttavia quest’anno non è stato meraviglioso per tutti. E’ il caso di Eric Meyer, scrittore e consulente di web design, che all’inizio del 2014 ha perso la figlia di 6 anni per un tumore al cervello.

Meyer ha ovviamente evitato di chiedere a Facebook di presentargli la sintesi del suo “meraviglioso anno”. Che però gli è stato proposto ugualmente dall’algoritmo del social network, che sulla sua timeline ha fatto comparire un’anteprima con al centro proprio il volto della figlia circondato da palloncini.

L’algoritmo in sè non ha certo colpe, ma chi progetta i social network sì. E così Eric ha condiviso il suo pensiero in merito allo spiacevole evento scrivendo una lettera aperta a Facebook: “Non volevo andare incontro al dolore oggi pomeriggio, ma mi ha trovato lo stesso, e di questo devo ringraziare alcuni designer e programmatori. In questo caso, designer e programmatori che sono da qualche parte a Facebook. Questa involontaria crudeltà dell’algoritmo è il risultato di un codice che funziona nella stragrande maggioranza dei casi: ricorda alle persone l’anno fantastico che hanno avuto, mostra i loro selfie alle feste, la spiaggia all’esterno della loro casa delle vacanze o le balene fotografate durante un viaggio in nave. Ma per quelli tra noi che hanno subito la perdita dei familiari, o che hanno trascorso molto tempo in ospedale, o che hanno divorziato, perso il lavoro o che altro, forse potremmo non voler rivedere un’altra volta il nostro anno passato”.

E suggerisce una serie di accorgimenti per far funzionare al meglio i social, come quella di non pre-caricare delle fotografie nell’anteprima fino a che non sia l’utente a volerle rivedere, e chiedere in ogni caso all’utente se intende vederla, l’anteprima, prima di mostrargliela.

Alle osservazioni di Eric risponde Jonathan Gheller, product manager della funzione di Facebook “L’anno di X”. Gheller ha spiegato al Washington Post di aver contattato Meyer e di essersi personalmente scusato con lui per il dolore procurato. “Questa funzione è stata incredibile per un sacco di persone ma in questo caso, chiaramente, abbiamo causato più dolore che gioia”, ha ammesso. “È un riscontro prezioso”, ha detto Gheller. “Possiamo migliorarla – e sono grato a lui per aver dedicato tempo del suo dolore a scrivere quel post sul suo blog”.

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