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26 giugno 2017

FIGLI DELLA RECESSIONE, SEMPRE PIU’ BAMBINI VIVONO IN POVERTA’ NEI PAESI RICCHI

29 ottobre 2014

Di Mario Di Matteo- Più di due milioni di bambini sono scivolati sotto la soglia di povertà dal 2008 a oggi. E questo, nei paesi ricchi. In tutto sono 76,5 milioni i minori che vivono in questa condizione di difficoltà nel mondo sviluppato.

Numeri preoccupanti quelli che ci restituisce il Nuovo rapporto dell’Unicef, dodicesimo della serie “Innocenti Report Card”. Il titolo è indicativo: ‘Figli della recessione: l’impatto della crisi economica sul benessere dei bambini nei paesi ricchi’.

Bene, per 23 dei 41 paesi, la povertà infantile è aumentata e in alcuni paesi (come Irlanda, Croazia, Lettonia, Grecia e Islanda) il tasso è cresciuto persino del 50%. La recessione nel frattempo ci mette il carico, peggiorando la vita dei giovani tra i 15 e i 24 anni, mentre cresce il numero dei Neet (quei ragazzi che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione).

“Molti Paesi ricchi hanno compiuto un ‘grande passo indietro’ in termini di reddito, con ripercussioni a lungo termine per i bambini, per le famiglie e per le comunità”, ha spiegato Jeffrey O’Malley, direttore della divisione Statistiche, ricerche e analisi dell’Unicef, che ha sottolineato come “la ricerca mostra che la forza delle politiche di protezione sociale sarebbe stata un fattore decisivo per prevenire la povertà”. “Tutti i Paesi – ha dichiarato O’Malley – hanno bisogno di forti reti di sicurezza sociale per la protezione dei bambini sia durante congiunture negative sia positive, e i Paesi ricchi dovrebbero fare da esempio impegnandosi esplicitamente per eliminare la povertà infantile, sviluppando politiche per controbilanciare la regressione e facendo del benessere infantile la prima priorità. Il rapporto mette in evidenza, e lo fa in modo significativo, che le risposte di politica sociale dei Paesi con condizioni economiche simili sono cambiate sensibilmente, con impatti diversi sui bambini”.

 

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