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25 giugno 2017

FRANCIA SOTTO ATTACCO, PARIGI E L’INCUBO JIHAD

10 gennaio 2015

Di Monica Gasbarri – Amedy Coulibaly; Cherif e Said Kouachi. Sono questi i tre nomi che i francesi non potranno mai dimenticare; con il loro attacco al cuore di Parigi ha preso corpo il peggior incubo dell’Occidente: al Quaeda e lo Stato Islamico, insieme, per fare strage di “infedeli”.

Quando è stato messo a segno l’attacco al supermercato kosher di Port St. Vincennes, proprio mentre i fratelli Kouachi braccati da due giorni si erano ormai asserragliati nella tipografia di Dammartin, tutte le connessioni sono balzate sotto gli occhi dell’intelligencefrancese e degli osservatori internazionali.

A confermare quella che era ormai una certezza,la telefonata all’emittente BFM-TV. A parlare per primo, uno dei fratelli Kouachi autori della strage al Charlie Hebdo: i due sono ancora barricati nei locali della tipografia, senza sapere di avere un ostaggio e prima ancora di sferrare l’attacco verso l’esterno per tentare di rompere l’assedio. Cherif risponde al telefono che era stato fatto squillare dalla BFM-TV e racconta di essere membro del gruppo yemenita saudita di Al Qaeda, l’Aqap: le loro azioni sono state finanziate “da Anwar Awlaki”, l’imam radicale ucciso in Yemen nel 2011 che proprio Cherif aveva incontrato prima della morte in Yemen. La sua missione? Vendicare il profeta Maometto.

Il profilo dei due fratelli terroristi, ormai, è già ben delineato e la pista yemenita è confermata.

Più tardi, anche l’altro attentatore, Amedy Coulibaly (che nel 2009 aveva incontrato Nicolas Sarkozy come esempio di integrazione)chiamerà l’emittente francese chiedendo di essere messo in contatto con la polizia: si trova nel supermercato kosher; ha con sé degli ostaggi e chiede che siano liberati gli attentatori di Charlie Hebdo. I legami tra le due azioni, ormai sono chiari. Lui è stato anche riconosciuto come il killer della poliziotta di Montrouge, anche se non è stato ancora chiarito se quella morte fosse stata programmata o se fosse stata solo una tragica fatalità.

Per questa sparatoria è ricercata anche la fidanzata di Coulibaly, la ventiseienne Hayat Boumeddiene, che ieri si sospettava fosse nel supermercato kosher. Una location che, probabilmente, era già nei piani visto che Coulibaly aveva già fatto un sopralluogo una settimana prima.

Coulibaly è diretta emanazione dello Stato Islamico, è in contatto con i fratelli Kouachi, con i quali ha sincronizzato le operazioni. La sua azione nasce in difesa dei musulmani oppressi in Palestina. Il sequestratore del supermercato kosher era fuori di prigione da soli due mesi: stava scontando una condanna per aver preso parte al piano di evasione di Smait Ali Belkacem, l’autore dell’attentato del 1995 alla stazione RER di Saint-Michel a Parigi. Un’inchiesta in cui, secondo i media francesi anche Cherif Kouachi era stato interrogato.

Coulibaly e Cherif si erano conosciuti in carcere nel 2005. Tutti e tre aderiscono alla ‘filiera delle Buttes Chaumont’, il parco che sorge nel 19/o arrondissement di Parigi, una ‘maxi-cellula’ del terrorismo di matrice islamica: i compiti sono stati divisi chiaramente, “A loro Charlie Hebdo, a me i poliziotti”, ha spiegato Coulibaly alla BFM.

A blitz terminato, dopo che le forze speciali francesi hanno ucciso i tre terroristi, sui social network sostenitori di al Qaida e dell’Isis si sono uniti lanciando l’hashtag “#jesuiskoauchi” e celebrando il martirio dei “leoni di Francia”.

Fonte: Clandestinoweb

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