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26 giugno 2017

GARANTE PER L’INFANZIA: “ESTATE EFFERATA PER LA DIGNITA’ DEI PIU’ PICCOLI”

04 settembre 2015

Di Romina Rosolia – Il garante per l’infanzia Vincenzo Spadafora ha sintetizzato – in un editoriale di recente pubblicazione – gli eventi che, negli ultimi mesi, hanno visto schiacciare la dignità e i diritti dei bambini, negando loro protezione e la tutela di cui hanno bisogno. Un bilancio pesante. Un bilancio negativo.

“È stata un’estate con un livello di efferatezza, di negazione della dignità umana, di calpestamento dei diritti fondamentali senza eguali. Osservata dalla parte dei più giovani, è ancora più disumana”, ha scritto Spadafora nel suo resoconto. E ha continuato citando una serie di esempi concreti.

“Penso al ragazzino di quindici anni soccorso e poi deceduto perché arrivato in uno stato tale di denutrizione e di maltrattamenti da rendere impossibile un recupero. Penso ai quattro bambini chiusi nel camion lasciato ai bordi di una strada in Austria: una piccola di due anni, tre di otto o nove, insieme ad altri 67 adulti. Morti perché qualcuno li ha considerati “prodotti” da trasportare e su cui guadagnare (…) Penso alla bambina siriana diabetica morta durante la traversata perché il suo zainetto con l’insulina gliel’hanno gettato in mare, o al ragazzino di 12 anni partito da solo dal suo Paese, arrivato a Palermo dopo aver attraversato il deserto e subito vessazioni e fame per più di 12 mesi. Penso al neonato che ha visto la luce pochi giorni prima di salire su un «barcone della speranza», ma che ha perso la mamma in viaggio e ora è orfano in Italia. Penso, e qui faccio fatica a razionalizzare, allo scafista di 16 anni che ha imparato la legge del più forte e l’ha applicata ai suoi simili con crudeltà eccelsa. Si cresce in fretta in guerra, è vero, ma non basta a comprendere. Quest’estate, quanti sono morti di fame, sete, percosse? Non lo sappiamo, è un bollettino che cambia ogni giorno, purtroppo”.

Uno degli ultimi bambini a perdere la vita nelle acqua turche, originario di Kobane in Siria, è Aylan, morto nella traversata insieme alla mamma e al fratellino. La foto del suo corpicino senza vita sulla spiaggia turca smuoverà le coscienze dei capi di stato del mondo? E servirà a salvare la vita di altri piccoli come lui?

Le considerazioni realistiche di Spadafora riguardano proprio l’Europa che: “Tardivamente, comincia a capire che è da affrontare su vari fronti, con azioni mirate e di diversa natura: accoglienza, inserimento, operazioni di sostegno dei Paesi da cui provengono i profughi, revisione dei trattati in materia di circolazione degli individui sul territorio. È la politica che deve muoversi, proprio perché è nei compiti della politica gestire e risolvere le situazioni”, ha concluso.

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