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25 giugno 2017

GB AL VOTO. LE PROMESSE DI CAMERON PER VINCERE IL 7 MAGGIO

01 maggio 2015

Di Sofia Peppi – La Gran Bretagna e’ in fermento per il voto del 7 maggio quando circa 50 milioni di inglesi si recheranno alle urne per il rinnovo della Camera dei Comuni.

Di questi 4,2 milioni sono i diciottenni che dovrebbero votare per la prima volta.

Sono quattro i candidati che si sfidano per il rinnovo del governo.
C’e’ naturalmente il primo ministro uscente della destra moderata David Cameron, in carica dal maggio del 2010, leader dei conservatori, che ha già promesso di non aumentare le principali tasse per i prossimi cinque anni se vincerà le elezioni.

Cameron, che lotta per la sopravvivenza politica, promette di far approvare una legge che prevede un “blocco fiscale” per impedire l’aumento dell’imposta sul reddito, dell’iva e dei contributi alla previdenza pubblica.

Nel 2010 Cameron ottenne il 36,1% dei voti alle elezioni generali, non riuscendo a conquistare la maggioranza assoluta dei seggi formò, pertanto, un “hung Parliament”, ovveeo un “Parlamento appeso”.

Gli avversari sono Ed Miliband, leader dei laburisti che si colloca a sinistra; Nigel Farage dell’estrema destra; Nick Clegg, leader dei Lib Dem (liberal-democratici), attuale alleato di Cameron al governo e vicepremier.

La maggioranza in Gran Bretana si ottiene con il controllo di 326 seggi sul totale dei 650 della Camera dei Comuni.

Il sistema elettorale è un maggioritario “per eccellenza”: conquista lo scranno in Parlamento chi vince nel proprio collegio uninominale.

Mentre in questi giorni non e’ difficile incontrare David Cameron mentre fa jogging tra la gente a Green Park, senza che nessuno si scomponga, diventanto questa – forse – anche una mossa elettorale non di poco conto come “ministro tra la gente”, l’uscente primo ministro conservatore ha comuque molti problemi ancora da affrontare prima della sua eventuale riconferma.

Nonostante la stabile situzione economica inglese, una delle questioni decisive riguarda il fatto che sempre meno persone possono permettersi di acquistare una casa.

Il numero di case di proprietà nel Paese è diminuito sempre più, fino a raggiungere il livello più basso degli ultimi trent’anni.

Le nuove generazioni sono quelle più colpite dalla crisi immobiliare, poiché spesso sono loro a non potersi permettere di pagare l’acconto necessario per l’acquisto.

Sono proprio i voti di queste “generazioni di affittuari” che i partiti stanno cercando di conquistare, tramite proposte di riforme finalizzate ad agevolare l’acquisto della prima casa.

L’ultimo sondaggio dà conservatori e laburisti in parità assoluta, entrambi al 35%, mentre perde ben tre punti l’Ukip di Nigel Farage, che col 10% conserva la terza posizione ed è seguito dai Libdem (all’8%) di Nick Clegg, attuale vicepremier, il cui partito rischia seriamente di non tornare in Parlamento.

Ancora sette giorni e il quadro politico sarà chiaro.

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