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26 giugno 2017

GIORNATA MONDIALE DELLA CONSAPEVOLEZZA SULL’AUTISMO

02 aprile 2015

Di Mara Carfagna – Oggi è la giornata mondiale della Consapevolezza sull’Autismo sancita dall’Assemblea Generale dell’ONU. L’autismo è considerato dalla comunità scientifica internazionale un disturbo neuro-psichiatrico che interessa la funzione cerebrale.

Da anni si parla di autismo, ma più se ne parla e meno certezze sembra di avere. Infatti, anche se la ricerca scientifica fa il suo corso, ad oggi non esiste una cura in grado di guarire questa malattia e tantomeno se ne conoscono esattamente le cause. La varietà di sintomi – spesso confusi, in età infantile, con una semplice tendenza all’introversione – e la complessità nel darne una definizione clinica completa, genera quella che, quando si parla di autismo, è una parola, purtroppo, ricorrente: confusione.

È addirittura difficile fare la mappatura dei casi. Siamo quindi di fronte ad un circolo vizioso: non si sa quanti siano i casi di autismo nel nostro Paese, non si conoscono le cause certe e i sintomi di questa malattia, di conseguenza la ricerca scientifica procede a rilento e la comunicazione sull’argomento è molto confusa e frastagliata.

Poche dunque le certezze, ma si deve partire da un assunto assoluto, che vale per ogni patologia: la diagnosi precoce.

Se un bambino presenta quelli che potrebbero essere sintomi di autismo bisogna, come prima cosa, assodare se ne è affetto o no, tramite una corretta diagnosi precoce.

Secondo le ultime ricerche, infatti, se la diagnosi avviene tra i 18 e i 24 mesi di vita si possono aiutare i bambini fornendo loro lo strumento più importante per convivere con questa patologia: riuscire ad interagire con gli altri, non rimanere chiusi nel proprio mondo di silenzio.

La giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo è importante proprio per la diffusione della comunicazione su questa malattia, per sensibilizzare le famiglie, la società. Basta fare un salto indietro con la memoria: prima del Ventesimo secolo non esisteva il concetto clinico di autismo. Per anni nessuno ha saputo dare una definizione scientifica condivisa della malattia.

Poi sono cominciate a circolare più informazioni in merito, e si sono avviate delle campagne di comunicazione. Quando un genitore aveva il dubbio di avere a che fare con i disturbi dello spettro autistico, si attivava un campanello di allarme e ci si dirigeva da esperti competenti nel dare risposte. Così si sono coniati dei termini condivisi, si sono stabiliti dei percorsi e dunque delle certezze.

La giornata di oggi non può essere una celebrazione fine a se stessa, ma ci deve ricordare che siamo ancora molto indietro, che c’è ancora tantissimo da fare. Per i bambini che sono affetti da autismo, e che saranno gli adulti e la società del futuro, per i medici che vogliono studiare e dare un aiuto concreto per questa malattia, per gli insegnanti che devono e vogliono sapersi approcciare a questo tipo di patologia. Solo lavorando tutti insieme possiamo ottenere dei risultati. E la politica deve come sempre in una società civile che si rispetti, fare la sua, importante, parte.

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