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25 giugno 2017

GLI ITALIANI SONO I MENO PAGATI IN EUROPA

17 febbraio 2016

Di Elena Capra – E poi nel nostro bel Paese ci si chiede perchè la fuga dei cervelli che in questi giorni è oggetto di polemica tra il Miur ed i ricercatori, cosa nota è che in Italia non solo non c’è lavoro ma per i più è risaputo che è anche mal pagato.

Nel caso ve ne fosse stata la necessità, il Global 50 remuneration planning report di Willis Towers Watson  conferma quanto noi tutti già sappiamo, in Italia il lavoro è remunerato poco, tanto che in Europa si classifica all’ultimo posto per quanto riguarda i salari d’ingresso ai neolaureati con una media di circa 27 mila euro/annui, che tradotto in cifre vuol dire circa una cifra che oscilla tra i 1000 e i 1100 euro/mese.

L’indagine mette a confronto 15 economie del vecchio continente e vede l’Italia confermata per il terzo anno consecutivo all’ultima posizione, guadagna invece una posizione per quanto riguarda le retribuzioni dei middle manager, posizionandosi all’11° posto con una media che sfiora i 71 mila euro, seguita solo da Francia, Svezia, Finlandia e Spagna.

A livello europeo l’Italia è quindi considerata la nazione meno competitiva per i neolaureati e la Spagna, che occupa il penultimo posto, stacca il Belpaese di 12 punti percentuali mentre l’Olanda, a metà classifica, rispetto all’Italia dà il 47% in più di opportunità.

L’indagine, inoltre, considerando il peso fiscale e il costo della vita fornisce previsioni sul “potere d’acquisto” dei lavoratori in ogni paese preso in esame, e anche qui sappiamo bene che in Italia la pressione fiscale è alle stelle, tanto che Confcommercio ha lanciato nuovamente il grido d’allarme ” i tributi sono quasi raddoppiati crescendo del 92,4%”, è del mese scorso il rapporti Eurispes che ci inchioda: “Il 27,3% non riesce con le proprie entrate ad arrivare alla fine del mese (-19,9% rispetto al 2015). Il 44,5% (-18,3% rispetto al 2015) riferisce che la propria famiglia è costretta a utilizzare i risparmi per arrivare a fine mese.” ed ancora ” Tra quanti hanno attivato un mutuo, il 37,3% non riesce a saldare le rate e il 40% di chi è in affitto è in difficoltà con il canone”, qundi un salario che non è in linea con il reale potere d’acquisto.

La fuga dei cervelli? A venticinque anni sapere che non troverò lavoro, e che il mio stipendio non mi consentirà di vivere dignitosamente, l’unica soluzione per avere un futuro è scelta obbligata varcare la frontiera, e poi non ci vengano a raccontare che i ragazzi sono “choosy”!

 

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