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25 giugno 2017

I TERREMOTI CHE HANNO SCONVOLTO L’ITALIA. E L’AQUILA RIVIVE CON 600 MUSICISTI

09 settembre 2015

Di Emma Baldi – Dal medioevo ad oggi, decine di terremoti hanno sconvolto l’Italia, lasciando dietro di se solo rovina e distruzione.

Si pensi al terremoto causato dall’eruzione catastrofica del Vesuvio nel 79 avanti Cristo, che seppellì le città di Pompei, Ercolano e Stabia facendo migliaia di vittime.

E poi ancora nel 1117 un terremoto provocò 30 mila morti nella zona di Verona, comprese le città di Milano, Bergamo, Brescia, Venezia, Padova, Treviso, Modena, Pavia, Parma e Cremona.

L’Aquila venne già colpita nel 1348 e nel 1349, un sisma persero la vita circa 1.000 persone. Le mura furono sbrecciate, crollarono varie porte cittadine, distrutte alcune chiese. Danni gravissimi e crolli in tutta la zona aquilana ma anche nel Lazio, in Molise e nelle Marche. Vi fu il crollo completo della cittadina di Pescasseroli.

Guardando oltre i nostri confini, il terremoto del 23 gennaio 1556 a Shaanxi in Cina è stato quello che ha provocato più vittime, oltre 830 mila morti.

I terremoti avvengono nella parte più superficiale del nostro pianeta. Le rocce che formano la crosta, e il mantello superiore, subiscono continuamente giganteschi sforzi, che sono il risultato dei lenti movimenti tra le grandi placche in cui è suddiviso lo strato più superficiale della Terra, come se fosse il guscio incrinato di un uovo.

Passando ad oggi, quello dell’Aquila (2009, 309 morti) resta tra gli eventi sismici più gravi con una magnitudo di 6.1, superato solo da quello in Irpinia – Campania – nel 1980, quando la magnitudo registrata fu di 6.9, con quasi 3.000 vittime.

Senza dimenticare il terremoto del 2002 Molise, magnitudo di 6 gradi, durante il quale crollò una scuola a San Giuliano di Puglia: morirono 27 bambini e una maestra.

Il terremoto dell’Umbria del 1997 provocò 11 morti, 100 feriti e oltre 80 mila case danneggiate. E quello dell’Emilia nel 2012 prevalentemente nelle province di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Bologna e Rovigo.

Il sisma causò più di venti vittime e pesanti danni alle costruzioni rurali ed industriali, alle opere di canalizzazione delle acque, nonché agli edifici ed ai monumenti storici ed agli edifici civili di vecchia costruzione in pietra.

Oggi una delle città che conta più danni è sicuramente l’Aquila, il cui cuore cittadino è da anni immobile. Ora una manifestazione musicale l’ha fatta rivivere. Un evento jazz no stop di 12 ore in cui 600 musicisti hanno suonato in 20 postazioni a titolo gratuito.

La mobilitazione musicale è stata fortemente voluta dal Ministro Dario Franceschini, dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e dal musicista e direttore artistico Paolo Fresu.

«L’iniziativa – ha detto il responsabile del Dicastero della Cultura – si ripeterà ogni anno nella prima domenica di settembre».

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