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23 giugno 2017

IL FEMMINICIDIO ANNUNCIATO SU FACEBOOK E LO SCANDALO DEI 300 LIKE

02 dicembre 2014

Di Maria Romano – Centinaia di like a corredo di un post che parla di morte, vendetta, orrore.  E’ questo forse uno degli aspetti più inquietanti di una storia drammatica e, purtroppo, tristemente frequente nel nostro paese.

Un uomo, Cosimo Pagnani, 32 anni, uccide la ex moglie a coltellate in seguito a una lite legata a vicende familiari. La coppia viveva una situazione di forte disagio dopo la separazione e l’uomo era arrivato a radicalizzare i suoi sentimenti per la ex compagna e per la figlioletta di 4 anni, la sua “principessa”, che era arrivato persino a sottrarre alla madre per portarla con sé in Germania per una decina di giorni.

Protagonista di questa vicenda, però, oltre a una dose incredibile e inconcepibile di violenza, è sicuramente l’incomunicabilità. Incomunicabilità che, nella società 2.0, si esprime sempre di più attraverso i social network: diario condiviso, passerella di personalità estreme, sfogatoio di dolore, follia, ma anche amplificatore di egocentrismi smisurati.

Mai come in questa occasione Facebook diventa protagonista e testimone: sul social network avvenivano le uniche comunicazioni tra l’uomo e la ex moglie;  su Facebook Pagnani si era costruito il profilo di un padre innamorato della figlia; su Facebook gli amici prendevano posizione a favore dell’uno o dell’altro, tratteggiando una storia di rabbia e sofferenza che covava da tempo.

Fino all’ultima e decisiva occasione: “Sei morta troia” è il messaggio che viene postato sulla pagina Facebook dell’uomo, anche se ancora non è chiaro se la frase sia stata scritta prima o dopo che l’omicidio si è consumato. La tempistica della pubblicazione ha un’importanza decisiva: che il gesto fosse una estrema minaccia, o un insensato compiacimento per il “risultato” conseguito, però, quello che non cambia è il numero di like ottenuti: 300. Trecento click indegni, vergognosi, infami. Soprattutto vigliacchi.

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