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24 giugno 2017

IL GREGGIO SOTTO I 30 DOLLARI AL BARILE, MAI COSI’ DA 12 ANNI

13 gennaio 2016

Di Elena Capra – Sono ben 12 anni che il costo del petrolio non subisce un ribasso tale da scivolare sotto i 30 dollari al barile. Il West Texas Intermediate (WTI), il benchmark del petrolio statunitense, via via nel corso degli ultimi giorni, è sceso a 31,96 dollari al barile, prima di crollare ulteriormente a 31,79 dollari per chiudere infine ieri, con un tonfo del 4,7% a 29,93 dollari.

Questa mattina secondo i dati di WTI il prezzo del barile è risalito e viaggia al momento oltre i 31 dollari al barile.

Gli occhi sono puntati verso la Cina ed i suoi problemi economici ritenuta responsabile del calo dei prezzi del petrolio e delle commodity, non è da sottovalutare infatti, che la Cina la scorsa settimana, ha subito la svalutazione dello yuan e due sospensioni di emergenza delle attività di trading sui mercati azionari causati da segnali di una crescita più debole del previsto.

La Cina è infatti il secondo maggior consumatore di petrolio dopo gli Stati Uniti ed evidentemente il suo rallentamento economico peggiora le paure relative all’eccesso nelle forniture di greggio, che attualmente supera la domanda di circa 2 milioni di barili al giorno, secondo dati dell’Opec.

Le nazioni dell’Opec, inoltre non hanno tagliato la produzione nonostante i segnali che la crescita della domanda si sta indebolendo, così come gli Stati Uniti hanno continuato a produrre petrolio.

E’ già prevista una riunione dei paesi produttori di petrolio nel prossimo giugno, ma si ventila l’ipotesi che questa sarà anticipata ai primi di marzo per concordare una riduzione delle quote di produzione per far risalire i prezzi.

I prezzi del petrolio sono calati di oltre due terzi dal loro picco del giugno 2014 a 100 dollari al barile a causa dell’aumento della gap tra offerta e domanda.

La prima  conseguenza di tutto ciò è il taglio degli addetti che la compagnia petrolifera BP intende attuare, sono previsti infatti tagli per 4.000 posti lavoro in due anni.

Il presidente di Bp per l’area del Mar del Nord, Mark Thomas, ha dichiarato in un comunicato che il provvedimento è stato preso a causa delle difficili condizioni del mercato e che per la compagnia è necessario varare “misure specifiche per garantire che il nostro business rimanga solido e competitivo”.

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