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26 giugno 2017

IL MURO CONTRO MURO TRA BCE E GOVERNO GRECO FA CROLLARE LA BORSA DI ATENE

05 febbraio 2015

Di Federica Sterza – Mentre il neo eletto premier greco Alexis Tsipras prosegue il suo tour anti-austerity, la Banca centrale europea, giudicando il programma di salvataggio greco a rischio, non resta con le mani in mano: il governatore Mario Draghi ha deciso che tra una settimana l’accesso delle banche elleniche alle normali aste di liquidità sarà sospeso. Il colpo è immediato, tanto che la Banca di Atene, che in avvio di seduta registra un crollo profondo, trascina con sé anche le principali piazze finanziarie europee.

Il gioco di Tsipras sembra farsi rischioso insomma: la deroga introdotta nel 2010, che permetteva alle banche greche di rifinanziarsi alla Bce nonostante fornissero a garanzia titoli di Stato con rating speculativo ad alto rischio, sarà revocata. La possibilità era stata concessa alla Grecia per il fatto che quest’ultima aveva accettato di restare all’interno del programma di risanamento coordinato dalla Troika, in scadenza il 28 febbraio. La Bce, consapevole del fatto che l’esecutivo guidato da Tsipras sembra deciso a non rinnovare gli impegni e punti invece a portare avanti una ristrutturazione del debito, decide di agire subito e la chiusura dei rubinetti è immediata.

Decisione che non sembra però spaventare l’esecutivo greco, che anzi risponde a muso duro. Il premier ribadisce di aver “bisogno di tempo per negoziare senza ultimatum, mentre il ministero delle Finanze fa sapere di essere “deciso nell’obiettivo del programma di salvezza nazionale approvato dal voto del popolo greco”.

 

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