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25 giugno 2017

IL PAESE PIU’ PERICOLOSO PER I GIORNALISTI? L’ERITREA. PAROLA DI REPORTER SENZA FRONTIERE

24 luglio 2015

Di Romina Rosolia – È tra i mestieri più oggetto di critiche, sempre sul filo del rasoio tra cronaca, fatti, verità, rischio di raccontare menzogne.

Quello del giornalista è tra i mestieri in cui la “deontologia” fa da ago della bilancia, da controllore, da necessario vincolo affinché il diritto di cronaca non diventi resoconto scorretto di accadimenti, uso disdicevole di frasi scritte e pronunciate, trattazione di circostanze che nulla hanno a che fare con il concetto di “notizia”.

Un mestiere criticato, a volte a ragione. Dopo tutto, come ogni cosa, subisce le imperfezioni proprie dell’uomo, in continuo equilibrio fra buon senso ed istinto, ragione e frettolosità, coscienza e scorrettezza.

Ma c’è l’altro lato della medaglia. Di chi rischia la propria vita per raccontare con professionalità ingiustizie, guerre, soprusi, condizioni in assenza di libertà di stampa.

Ed è proprio la “libertà di stampa” che in generale nel mondo ma anche in Italia, secondo Reporter senza frontiere, sta peggiorando.

Lo testimonia un Rapporto redatto dall’associazione di giornalisti che operano e viaggiano in giro per il globo: IL WORLD PRESS FREEDOM INDEX 2015.

Secondo tale speciale classifica, l’Italia precipita di 24 posizioni, dal 49esimo posto al 73esimo. Pesano, negli ultimi ultimi 12 mesi del 2014, “l’esplosione di minacce, in particolare della mafia, e procedimenti per diffamazione ingiustificati”.

In Italia nei primi dieci mesi del 2014 si sono verificati 43 casi di aggressione fisica e sette casi di incendio doloso a case o auto di giornalisti. I processi per diffamazione “ingiustificati”, secondo i dati raccolti dall’associazione “Ossigeno per l’informazione”, che da anni registra notizie sui giornalisti minacciati in Italia, sono aumentati da 84 nel 2013 a 129 nei primi dieci mesi del 2014.

L’Italia viene superata da Paesi come l’Ungheria del discusso premier Orban (65esimo posto) o come Burkina Faso e Niger (46esimo e 47esimo posto). Peggio dell’Italia in Europa è riuscita a fare solo Andorra, caduta in un anno di 27 posizioni a causa delle difficoltà incontrate dai giornalisti nel raccontare le attività delle banche del piccolo Paese tra Francia e Spagna.

Paesi più pericolosi al mondo per i giornalisti sono l’Eritrea (180esimo posto), la Corea del Nord (179), ilTurkmenistan (178) e la Siria (177). In questo speciale indice di Reporter senza frontiere, l’Iraq sconvolto dai jihadisti dello Stato islamico occupa il 155esimo posto, la Nigeria dove agisce Boko Haram il 111esimo.

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