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24 giugno 2017

IL SERVILISMO CHE COPRE LE STATUE IN OSSEQUIO A ROUHANI

26 gennaio 2016

Di Elena Capra – Amore e Psiche, Venere Capitolina, Galata Capitolino, alcune delle meravigliose opere, emblemi della romanità e dell’arte classica greca-romana, che ieri in occasione della visita di Hassan Rouhani Presidente dell’Iran, sono state coperte e inscatolate come “forma di rispetto alla cultura e sensibilità iraniana”. Certamente il protocollo diplomatico prevede in tali casi che vi sia un’attenzione particolare volta a non porre in imbarazzo l’ospite straniero che, in visita ufficiale intende conoscere e vedere opere che fanno parte integrante della nostra cultura.

Ma l’attenzione profusa nei confronti di Rouhani va ben oltre, non possiamo cancellare la nostra storia, i nostri capisaldi per omaggiare il Presidente Iraniano, quando questi in totale disprezzo di ogni forma di civiltà, nel 2015 ha giustiziato 1.084 persone, il più alto numero di esecuzioni nel Paese in 25 anni*.
Ma di quale forma di “rispetto e sensibilità” vogliamo parlare!!!

Un Presidente del Consiglio che liquida con una battuta “Distanze sui diritti umani, ma c’è dialogo”, un servilismo disgustoso nei confronti di uno stato, di un paese, di un Presidente che ha cominciato il 2016 impiccando 13 persone il 6 gennaio e uccidendo un totale di 25 persone nella prima settimana dell’anno*.
Un Presidente del Consiglio che dovrebbe rappresentarmi, si permette di cancellare con scatoloni e teli la mia storia, le mie radici per omaggiare un criminale. Tale è Rouhani, e tale lo considero per la mia cultura, la mia storia e ancor più per la mia libertà intellettuale, morale ed etica.

Ci sottomettiamo in nome del protocollo, in totale annientamento della laicità del nostro Stato, accogliendo un uomo che rappresenta oggi una delle peggiori forme di dittatura, per instaurare rapporti economici che possano giovare a nostro sistema produttivo, ma a quale prezzo e con quali compromessi, se basta una visita per coprire delle statue non voglio e non posso immaginare cosa possa riservarci il futuro di una possibile “collaborazione” con l’Iran.

O forse ci aspetta che nella prossima nostra visita ufficiale in Iran, Rouhani per rispetto della nostra cultura annulli le esecuzioni e faccia risorgere i morti, o vieti alle donne di non coprirsi il volto con il Chador?

Mi chiedo, ma in Francia faranno la stessa cosa? Copriranno statue, dipinti all’interno del Louvre per non urtare la suscettibilità del Presidente Iraniano?
Non credo ma i francesi hanno maggior rispetto di se stessi, dello stato e della loro cultura.

*Fonte – Nessuno Tocchi Caino

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