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26 giugno 2017

IL “SI” DELLA CORTE SUPREMA AMERICANA: IL MATRIMONIO FRA COPPIE GAY E’ UN DIRITTO

27 giugno 2015

Di Helene Pacitto – Da ieri in tutti gli Stati Uniti il matrimonio fra coppie omosessuali è legale. Ad estendere questo diritto è stata una sentenza della Corte Suprema che ha reso incostituzionali le leggi statali che vietano il matrimonio gay.

Ad assumersi la paternità del provvedimento sono stati cinque giudici che hanno votato favorevolmente contro i quattro contrari. E’ stato, infatti, stabilito che “In base al 14° Emendamento della Costituzione americana – quello sull’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge – gli stati devono permettere a tutti i cittadini di sposarsi con chi vogliono e riconoscere i matrimoni gay celebrati fuori dai loro confini, mentre i divieti dei matrimoni gay sono incostituzionali“.

Finora in America il matrimonio fra coppie omosessuali era vietato in 13 Stati su 50, mentre negli ultimi anni 37 sono stati gli Stati che lo avevano già legalizzato. Tale sentenza, però, estende il diritto all’unione legale in tutto il Paese, senza distinzioni.

Nel giorno in cui la Corte suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il matrimonio è un diritto sancito dalla costituzione anche per le coppie omosessuali, la Casa Bianca ha modificato l’immagine profilo sul suo account Twitter ufficiale e grazie a un’illustrazione l’edificio da bianco è diventato arcobaleno

Oltre agli Stati Uniti, il matrimonio gay è già legale in Canada, Sudafrica, Argentina, Uruguay, Nuova Zelanda, Brasile e Messico.

Alla luce di questa sentenza storica, affacciandoci invece in Europa, sono solo 14 i Paesi dell’Ue che hanno adottato una legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso, ovvero: Irlanda, Olanda, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Finlandia, Lussemburgo e Slovenia.

L’Italia è, invece, tra i nove Paesi europei che non hanno ancora una legge che regolamenti le unioni.

La marcia in avanti negli Stati Uniti sui diritti omosessuali è stata determinata anche dalla nomina, lo scorso anno, di un ambasciatore per i diritti degli omosessuali, Randy Berryil, da parte del segretario di Stato americano John Kerry. Anche se a livello diplomatico, la difesa dei diritti degli omosessuali nel mondo era già una questione prioritaria: si pensi quando segretario di Stato era Hillary Clinton nel primo mandato del presidente Obama, con lei sono state sistematiche le denunce di abusi e di repressioni, specie nei Paesi dell’Africa.

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