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25 giugno 2017

IL SOGNO DI MALALA YOUSAFZAI

10 dicembre 2014

Di Giorgio De Neri – L’attivista pakistana Malala Yousafzai e l’attivista indiano Kailash Satyarthi, hanno presenziato oggi ad Oslo alla cerimonia ufficiale nel corso della quale hanno ricevuto il premio Nobel per la pace 2014.

Una pakistana e un indiano. Generazioni e mondi completamente diversi. Uno stesso obiettivo: l’istruzione per tutti i bambini. E colpisce, in maniera fortissima, il fatto che sia proprio una ragazza – che era una bambina solo fino a poco tempo fa – a parlare con la maturità di una donna.

“Quando il mio mondo è cambiato, anche le mie priorità sono cambiate. Avevo due opzioni: la prima era restare in silenzio ed essere uccisa, la seconda far sentire la mia voce e poi essere uccisa. Ho scelto la seconda, di far sentire la mia voce” ha spiegato con la semplicità e il coraggio che la contraddistinguono.

“Io racconto la mia storia non perché sia unica, ma perché non lo è. E’ la storia di molte bambine. Oggi racconto anche la loro storia”.

Una voce per chi non può parlare, una voce che si leva forte, sempre più forte. E che continuerà a crescere finché non diventerà un coro.

“Questo premio non è solo per me” ha detto Malala, “è un premio che va a tutti i bambini che vogliono un’istruzione. E’ per quei bambini spaventati che vogliono la pace, per i bambini abbandonati che vogliono un cambiamento”.

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