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24 giugno 2017

IL TERREMOTO CHE CONTRIBUISCE A SCONVOLGERE L’AFGHANISTAN

27 ottobre 2015

Di Gaja Barillari – Il Nord dell’Afghanistan è stato sconvolto da un sisma di magnitudo 7,6 causando 340 morti e 2.100 feriti. Il territorio, già martoriato dalla guerra, combatte con un altro nemico: il terremoto, che ha colpito anche il Pakistan.

Una tragedia immane se si pensa che lo sterminato territorio dell’Afghanistan è per lo più composto da villaggi lungo la catena dell’Hindu Kush, non ancora raggiunti dai soccorsi.

Secondo l’Unità di Crisi, che dipende direttamente dall’ufficio del primo ministro pachistano, la divisione di Malakand è quella più colpita con circa 1.000 abitazioni danneggiate o distrutte. Sul posto sono stati inviati i soccorsi con tende e generi di prima necessità.

Diversi collegamenti stradali, bloccati a causa di frane, sono stati riaperti dall’esercito per permettere l’invio di aiuti e di macchinari per la ricerca di superstiti.

“Abbiamo rimosso 27 frane su un totale di 54 – riferisce un comunicato dell’ufficio stampa militare Ispr – mentre è stata aumentata del 30% la capacità di posti negli ospedali militari”.

In Afghanistan, invece, i danni maggiori si sono registrati nelle province di Badakhshan, Takhar, Baghlan, Parwan, Nangarhar e Kunduz. Intanto, nella notte sempre nella regione dell’Hindu Kush, è stata registrata una scossa di magnitudo 4,1 gradi con epicentro nella stessa zona del sisma.

Dal canto loro, i talebani dell’Emirato islamico dell’Afghanistan hanno manifestato il loro cordoglio per le vittime del terremoto. In un messaggio ufficiale si “ordina ai mujaheddin che operano nelle aree colpite di dare tutto l’aiuto possibile alle vittime e di non creare problemi a coloro che stanno arrivando per soccorrere i bisognosi”.

Le province di Badakhshan, epicentro del sisma, Takhar, Baghlan e Ghazni sono considerate particolarmente pericolose per i frequenti attacchi portati dagli insorti alle forze di sicurezza afghane.

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