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25 giugno 2017

“INNOVAZIONE PER TUTTI I BAMBINI” PER IMMAGINARE UN FUTURO MIGLIORE

20 novembre 2014

Di Maria Romano – “La condizione dell’infanzia nel mondo”. Non è così felice come si potrebbe pensare l’infanzia. I diritti di milioni di bambini ogni giorno vengono violati in tanti modi: ce lo racconta l’UNICEF, in occasione del 25esimo anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, in un rapporto dedicato a “Immaginare il futuro: l’innovazione per tutti i bambini”.

E il verbo immaginare, purtroppo, non è usato a caso: la condivisione dell’innovazione è solo una delle tante frontiere della divisione e del gap che esiste tra bambini ricchi e bambini poveri (milioni di bambini subiscono discriminazioni, violenze fisiche e sessuali, abuso e incuria), ma forse è una di quelle che fa più male. Perché innovazione significa progresso e speranza, soprattutto in un mondo interconnesso e globalizzato come quello in cui viviamo.

Ecco allora che il Rapporto si pone come squillante campanello di allarme per richiamare governi e professionisti dello sviluppo all’urgenza di un intervento: lo scopo? Evitare a milioni di bambini l’esclusione dai vantaggi dell’innovazione: la soluzione per raggiungere tutti i bambini del mondo c’è e passa attraverso l’organizzazione, la connettività e la collaborazione. Le nuove idee possono essere usate per lanciare una sfida ai problemi più urgenti che affrontano i bambini.

“L’ingiustizia è vecchia quanto l’umanità, ma lo è anche l’innovazione, che ha sempre guidato il cammino dell’umanità”, spiega il Direttore Esecutivo dell’UNICEF Anthony Lake. “Nel nostro mondo sempre più connesso, le soluzioni locali possono avere un impatto globale – a favore dei bambini in tutti i paesi che ancora devono affrontare disuguaglianze e ingiustizie ogni giorno. Perché l’innovazione favorisca ogni bambino, dobbiamo essere più innovativi – ripensare il nostro modo di promuovere e accendere nuove idee per risolvere i nostri problemi più antichi. Le migliori soluzioni ai nostri problemi più difficili non verranno esclusivamente dall’alto verso il basso o dalla base in su, o da un gruppo di nazioni all’altro. Verranno da nuove reti per la soluzione di problemi e dalle comunità innovative attraverso confini e settori trasversali per raggiungere i più difficili da raggiungere – e arriveranno da giovani, adolescenti e bambini stessi”.

Segnali positivi esistono, tuttavia. Basta ascoltare le parole di Bisman Deu, sedicenne di Chandigarh (India), che ha inventato un materiale da costruzione a base di rifiuti di riso: “Ci sono tanti giovani inventori – anche negli angoli piu’ remoti – che si sono impegnati a cambiare il mondo per i bambini”. “Ogni nazione ha problemi diversi e ogni persona ha soluzioni diverse” ha detto Deu. “Abbiamo bisogno di scambiare le nostre esperienze, di camminare insieme come una comunità globale per l’innovazione e mantenere la produzione di idee che possono fare la differenza”.

Foto di Valeriya Klets

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