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25 giugno 2017

IRAN: L’ACCORDO SUL NUCLEARE CHE SBLOCCA LE SANZIONI INTERNAZIONALI

14 gennaio 2016

Di Rossana Spartà – Sabato, con l’entrata in vigore dell’accordo sul nucleare, il Presidente Iraniano Hassan Rohani, eletto a giugno del 2013, vede premiato un lavoro che ha assorbito i suoi primi trenta mesi di presidenza, ma che gli ha di fatto consentito di concretizzare una delle principali promesse della sua campagna elettorale: lo sblocco progressivo delle sanzioni internazionali che gravano sul Paese dal 2006.
Un successo, secondo gli esperti, destinato a portargli beneficio politico quando le condizioni economiche del Paese inizieranno a migliorare.

L’impatto economico non sarà immediato ma Rohani capitalizza questo successo per rinforzare la sua posizione politica in vista delle legislative del 26 febbraio.
Se i conservatori perderanno la maggioranza in Parlamento il Presidente, religioso moderato, potrà applicare più facilmente le sue riforme politiche e sociali, nonché presentarsi con più forza alle presidenziali del 2017.
Per Ellie Geranmayeh, esperta dell’European Council on Foreign Relations, è fondamentale per Rohani che le “sanzioni vengano tolte prima delle legislative, anche se per allora non avranno prodotto alcun impatto tangibile, perché solo così Rohani potrà comparare la sua politica con quella del predecessore Ahmadinejad” in carica dal 2005 al 2013, molto criticato per la sua gestione dell’economia e il suo atteggiamento con la comunità internazionale.

Nella mattinata di oggi il Presidente Iraniano nel presentare in Parlamento il suo piano economico annuale, marzo 2016-marzo 2017, ha sottolineato la “necessità urgente di ricorrere al capitale straniero” per sostenere la crescita del Paese.

L’entrata in vigore dello storico accordo viene accolta però anche con qualche perplessità.

Da Israele, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, ha ribadito in apertura odierna del Consiglio dei Ministri “che Israele non permetterà all’Iran di dotarsi di armi nucleari” sottolineando che “la posizione di Israele è sempre stata e resterà esattamente questa”.

Gli Stati Uniti e l’UE, storici “amici” di Israele, hanno confermato nella giornata di sabato lo sblocco delle loro sanzioni contro l’Iran, ma il successo della politica internazionale ha incontrato la dura critica da parte dei Repubblicani americani che non ritengono corretto che il loro Paese tratti con gli Ayatollah e non perdonano a Teheran lo stato di fermo, seppur temporaneo, dei Marines americani di qualche giorno fa.

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