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24 giugno 2017

ISRAELE CONFERMA NETANYAHU, SMENTITI I SONDAGGI DELL’ULTIMA ORA

18 marzo 2015

Di Mario Di Matteo – Le incerte elezioni anticipate in Israele, si sono chiuse con il successo elettorale del Likud: Benjamin Netanyahu, contrariamente a quanto gli ultimi sondaggi avevano previsto, si è aggiudicato (di nuovo) la vittoria, conquistando alla fine 30 seggi contro i 24 del blocco rivale di centrosinistra, formato da Herzog e Livni (che invece i sondaggi davano avanti di 4 seggi); terzi gli arabi riuniti in un’unica lista, con un record di 14 seggi. Delusione per il partito laico centrista Yesh Atid dell’ex ministro delle Finanze Yair Lapid, che ha ottenuto 11 seggi (contro i 19 del 20113).

Ora, con la possibilità di fare accordi e alleanze con i nazionalisti ( il Focolare Ebraico del ministro dell’Economia Naftali Bennett e l’Yisrael Beitenou del ministro degli Esteri Avigdor Lieberman), Bibi si avvia a formare un nuovo governo guidato da una coalizione di centrodestra che sarà pronto in massimo due o tre settimane, come lui stesso ha annunciato in nottata:  “Ho parlato con tutti i capi dei partiti nazionali. Li ho invitati ad unirsi a me a formare un governo in Israele senza troppi indugi”. Formerò “un governo forte e stabile” che si occuperà “della sicurezza e le sfide socioeconomiche”

Contro ogni previsione, abbiamo ottenuto una grande vittoria per il Likud” ha detto proprio Netanyahu, confermato primo ministro per la quarta volta. I primissimi exit poll, avevano parlato di un testa a testa e poi di un un vantaggio, seppur minimo, per il suo partito, che poi si è confermato e incrementato nella notte, confermando la vittoria – soprattutto alla luce degli annunci di accordi per alleanze di Governo.

Lo stesso Isaac Herzog, leader dell’Unione Sionista, ha ammesso la sconfitta e si è congratulato con il rivale per la vittoria arrivata un po’ a sorpresa. Tutti i commentatori, infatti, pur avendo lodato il discorso di Netanyahu al Congresso Usa, avevano calcato la mano sulla rimonta del laburista Herzog, di cui in un primo momento era stato, invece, bocciato lo scarso appeal e carisma.

 

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