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26 giugno 2017

ITALIA, MALAFFARE AUMENTA. DIPENDENTI CORROTTI RUBANO 3 MLD IN SEI MESI

24 settembre 2015

Di Mia Avieno – Dipendenti pubblici infedeli hanno sottratto alle casse dello Stato italiano, in appena sei mesi – da gennaio a giugno 2015 – oltre 3 miliardi di euro. Un quadro sconcertante che emerge dal rapporto sui danni erariali svolto dalla Guardia di Finanza e che fa capire quanto la corruzione sia dilagante nel settore statale italiano.

Sono, infatti, 4.835 i dipendenti pubblici che hanno rubato o sperperato i soldi della collettività. Funzionari, medici, politici, impiegati di primo livello: tutti citati adesso in giudizio dalla Corte dei conti, chiamati a restituire il maltolto. Le accuse per i dipendenti pubblici sono corruzione, concussione, truffa, ma anche turbativa d’asta, appropriazione indebita, abuso d’ufficio.

Si tratta del 13% in più di reati di questo tipo rispetto a tutto il 2014. In altri termini il malaffare aumenta, ma anche che l’attività di controllo dei militari diventa più incisiva.

Una ricognizione, quella della Guardia di Finanza, che è stata possibile grazie alle 1.290 segnalazioni inviate dalla magistratura ordinaria o direttamente dagli stessi finanzieri ai giudici contabili.

Alcuni esempi di danni erariali commessi: case concesse in affitto a prezzi stracciati, terreni mai utilizzati, edifici svenduti e così via. Immobili che da fonti di guadagno si trasformano, invece, in un costo.

Un caso da manuale lo è diventato quello del dipendente di un ente di Catanzaro che per sette anni ha percepito stipendio e pensione. Pochi giorni dopo essere stato congedato per limiti d’età e aver cominciato a incassare l’assegno dell’Inps «ha presentato domanda di riammissione in servizio presso la sua azienda confidando che le esigenze di organico gli avrebbero consentito di tornare immediatamente al proprio posto, cosa che è effettivamente accaduta». Il problema è che nessuno tra i dirigenti si è preoccupato di segnalare la nuova assunzione all’Istituto previdenziale e l’uomo ha incassato illecitamente ben 700 mila euro.

Che la crisi nazionale dipenda anche da questi “furti” di danaro pubblico può essere più che probabile. Illeciti che producono inefficienze, ritardi, problemi, là dove vi è realmente bisogno.

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