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23 giugno 2017

ITALIA PROTAGONISTA MA NON PARTE ATTIVA (PER IL MOMENTO) NELLA LOTTA A DAESH

23 febbraio 2016

Di Rossana Spartà – Il nostro Paese si è impegnato a concedere agli Americani l’utilizzo di Sigonella, Sicilia, base aerea degli Stati Uniti dalla fine del 1950 già utilizzata da Paesi Nato, da cui partiranno i droni diretti in Libia per la lotta contro lo Stato Islamico.

La notizia data dal Wall Street Journal è stata confermata dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti che ha sottolineato che gli Americani dovranno chiedere l’autorizzazione al Governo italiano per ogni partenza prevista da Sigonella e che i voli saranno limitati alle operazioni necessarie alla protezione del personale e delle strutture degli Stati Uniti e dell’intera coalizione in Libia e in tutta l’area.

Secondo il Ministro non si tratterebbe quindi di una accelerazione in merito alla questione Libica, nonostante diversi Paesi occidentali stiano valutando, in queste ore, la possibilità di un intervento armato per contrastare l’avanzata da parte dell’Isis.

L’Italia è il Paese Europeo più vicino alla Libia e pertanto il più esposto ai flussi migratori con il conseguente rischio di infiltrazioni terroristiche.

L’approccio rimane cauto anche se Roma ha fatto sapere di essere pronta a prendere parte ad un intervento militare, ma solo sotto mandato delle Nazioni Unite e su richiesta di un governo di unità nazionale, su cui il Parlamento libico riconosciuto dalla comunità internazionale dovrebbe decidere in merito in queste ore.

Nonostante il Governo italiano abbia il compito di portare in Parlamento tutte le decisioni che riguardano l’impiego delle forze armate, la notizia dell’utilizzo delle basi americane in molti l’hanno appresa dalla stampa. Probabilmente perché non ci sono al momento forze in partenza. Ciò non toglie che una decisione così importante forse avrebbe dovuto riguardare tutti.

Nella lotta allo Stato Islamico in Libia, il Regno Unito, venerdì scorso, è intervenuto bombardando un campo di addestramento nei pressi di Sabratha, ad ovest di Tripoli.
Secondo il Pentagono, il raid ha provocato decine di morti, tra questi Noureddine Susa, considerato figura determinante dietro ai due recenti attacchi in Tunisia, al Museo del Bardo che ha contato ventidue morti e a Sousse dove, sulla spiaggia di un hotel sono state uccise trentotto persone.

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