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24 giugno 2017

JE SUIS CHARLIE, PER DIFENDERE LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

08 gennaio 2015

Di Mario Di Matteo – Un attacco al cuore dell’Europa, alle nostre tradizioni e alla nostra civiltà. Non si può girare la testa da un’altra parte: la strage di Charlie Hebdo non può lasciarci indifferenti.

Se c’è una lezione che dobbiamo imparare da un simile episodio, spiegava sul Wall Street Journal Hirsi Ali, politica e scrittrice somala, nota per il suo impegno in nome dei diritti delle donne all’interno della tradizione islamica, “è che quello che noi crediamo dell’Islam non ha veramente importanza. Questo tipo di violenza, di jihan, è quello in cui loro, gli islamisti, credono”.

In un altro suo scritto di queste ore, pubblicato su The Daily Beast, spiega ancora che bisogna capire che “c’è un movimento che ha una visione politica di come il mondo dovrebbe essere organizzato e di come la società dovrebbe vivere. E per realizzare questa visione, sono pronti a usare ogni mezzo. sono pronti a usare la violenza. Sono pronti a usare il terrore”.

Le conslusioni in cui arriva, in entrambi gli scritti, sono chiaramente similari: dobbiamo reagire. Ma come? E’ nostro dovere mantenere in vita Charlie Hebdo. “Il nostro dovere è di assicurarci che il Profeta non sia vendicato”. Il primo obbligo, spiega ancora, per i governi democratici è quello di farlo rafforzando la legge e il rispetto della legge, ma anche i semplici cittadini possono fare qualcosa al riguardo: “dobbiamo batterci per la libertà di parola. Questo è quello che siamo. Questi sono i nostri valori”. “asserire ancora una volta il nostro diritto di parola e di espressione è l’unico modo che abbiamo per assicurarci che dodici persone non siano morte invano”.

A questo tipo di attacchi ci può essere solo una risposta: ed è l’obbligo dei media e dei leader occidentali, religiosi e laici, di proteggere i principali diritti di libertà di espressione, che si tratti di satira o altre forme di comunicazione. L’Occidente non può abbozzare, non deve rimanere in silenzio ma mandare, unito, un messaggio: “Your violence cannot destroy our soul”. La vostra violenza non può distruggere l’anima.

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