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23 giugno 2017

LA DROGA NON PUO’ ESSERE UN TABU’, 7 MESI SENZA LAMBERTO LUCCACIONI

19 febbraio 2016

Di Giorgia Benusiglio –  Oggi sono 7 mesi che Lamberto Lucaccioni non c’è più… Sono stata da poco a Città di Castello, grazie al Lions Club abbiamo organizzato alcuni incontri, due in diverse mattinate per i ragazzi delle scuole medie e per le scuole superiori ed uno alla sera dove ho incontrato la cittadinanza…

Come ben sapete sono ormai 10 anni che faccio incontri di prevenzione nell’ambito delle sostanze stupefacenti con i ragazzi nelle scuole di tutta Italia, eppure l’esperienza vissuta ieri è stata qualcosa che non dimenticherò mai!

Innanzitutto vorrei raccontarvi di chi fosse Lamberto, anzi no, Lamby, perché è così che lo chiamavano e lo chiamano gli amici che gli hanno voluto bene.

Era un ragazzo solare, iperattivo, curioso, circondato da amici, amava il calcio, era figlio unico, un ragazzo molto amato, con una famiglia alle spalle che non gli ha mai fatto mancare nulla, una famiglia dove la cultura, l’amore, il dialogo e perché no anche i litigi non sono mancati, proprio come in una famiglia normale… Come faccio a sapere tutte queste cose? In questi due giorni ho avuto modo di confrontarmi con tante persone che l’hanno amato e ho ascoltato tanti aneddoti…

Ogni persona che parlava di lui aveva la luce negli occhi, quella luce che si ha solo quando si parla di persone che ci hanno lasciato una traccia indelebile nel cuore e nell’anima.

Ho vissuto tante, tantissime emozioni anche contrastanti tra loro, ho avuto modo di conoscere Donatella, la mamma di Lamberto, una donna distrutta nell’animo… Una donna che non tornerà più ad essere quella di prima, una madre muore nello stesso momento in cui muore suo figlio, ….Donatella sopravvive, ma non è un vivere…

Ho conosciuto l’insegnante di Lamberto, un uomo che fatica a prendere sonno perché tormentato dai tanti “perché?”

Ho incontrato la sua migliore amica che ancora adesso non riesce a credere che Lamby il suo Lamby non tornerà più… Come si può accettare di morire così?

Aveva ancora tante cose da fare… Aveva solo iniziato ad assaporare la vita…e così i sentimenti di rabbia, di incredulità, di impossibilità, di dolore, di smarrimento, di paura si mischiano uno con l’altro e diventano dei sentimenti troppi difficili da gestire per dei ragazzi di 17 anni… ,ma anche per gli adulti, che non possono credere a ciò che è accaduto, perché mai e poi mai avrebbero pensato che Lamby, il figlio del farmacista conosciuto in tutto il paese per la sua gioia di vivere, per la sua ingenuità, per il suo altruismo, potesse mai fare una cosa del genere…

Ho conosciuto i suoi compagni di classe e ho promesso che presto tornerò solo per loro, insieme alla mamma, per cercare di esorcizzare quei “mostri” che in questi 7 mesi si sono creati…

E al termine dell’incontro vengo subissata da un’infinità di messaggi sulla mia pagina Facebook, uno più bello dell’altro…

Percepisco la necessità di parlarne, il desiderio di comunicare e di esternare i propri sentimenti, c’è la voglia di affrontare il problema droga perché è una piaga che colpisce principalmente i giovani, e loro, lo sanno bene quanto sia forte questa problematica.

La stessa sera ho incontrato,  e mi ha colpito l’amore che ho percepito in quell’aula, mi sono sentita come in una grande famiglia, la sala era stracolma di genitori, di educatori, di insegnanti ma anche di ragazzi che volevano capire, volevano parlare e cercare una risoluzione al problema…

Nessuno ha la bacchetta magica, non esistono soluzioni certe che ti diano la sicurezza di essere immune  da queste vicende.

Il messaggio che ho voluto lasciare è: “non giudicate perchè può succedere a tutti, siate informatori preparati per tutta la vita e non abbiate paura, collaborate tra di voi, supportatevi, apritevi uno con l’altro, perché le dinamiche dei genitori con un figlio adolescente spesso e volentieri sono le medesime.. la voglia di cambiare e di mettersi in discussione è tanta”.

In questi due giorni, ho smosso gli animi di molti ma anche loro sono stati in grado di scuotermi nel profondo…una cosa è sicura, Lamby lo porterò sempre con me, farà parte della mia lotta alle droghe, trasmettendo ai giovani informazioni corrette, rendendoli consapevoli e creando in loro il senso di responsabilità, affinché non ci siano più casi come Lamberto, Kristel, Ilaria, Maxim, Giulia, Yannick, Alessandro, Nakki, Emanuele, Peter e tanti ma tanti altri.. do’ voce anche a loro, che hanno sbagliato come me, ma che non hanno avuto una seconda possibilità…

Tutto questo ci deve far riflettere, la morte di Lamberto non può essere ricordata solo ed esclusivamente come il sedicenne morto in discoteca per aver assunto Mdma, bisognerebbe cercare di capire chi è realmente quel ragazzo, perché questo potrebbe farci rendere conto che quell’adolescente non è poi così tanto diverso da un qualunque figlio… Oggi è successo a lui e domani? Svegliamoci!! Perché queste cose possono succedere in una qualsiasi famiglia nessuno ne é immune!

Quello che penso? Più prevenzione, più informazione da parte delle famiglie, ma anche dalle scuole,  dagli educatori, dalle forze dell’ordine… Tutti insieme possiamo fare di più! La droga non può più essere un tabù è un problema che riguarda ormai tutti, nessuno escluso.

Questa è una delle innumerevoli lettere ricevute… è una ragazza che ha solo 15 anni ma sembra abbia tanto da insegnare, anche a molti adulti… Mi ripeto, sveglia!!!

Ciao Giorgia! Questa mattina io ero lì, al tuo incontro, ero lì insieme a tutti quei ragazzi. La mia è una città piccola e bene o male ci conosciamo un po’ tutti, ho 15 anni e più o meno credo di aver incrociato almeno una volta lo sguardo di ognuno di quei ragazzi. Sono rimasta colpita, davvero tanto, dal tuo approccio, non solo dalla tua esperienza che a dirla tutta mi ha commosso, con le amiche  ci siamo ritrovate ad avere i goccioloni e la voce strozzata, perché e’ qualcosa di grande.

Alla nostra età non si dovrebbe venire a contatto con sostanze che ti mettono davanti ad una scelta “implicita” che il più delle volte non si considera, il “tanto andrà sempre bene” rimane l’alibi più forte che ci sia.

 Il tuo approccio, nessuno in un incontro del genere si era avvicinato a noi così, credo tu lo sappia, spesso certe conferenze si sottovalutano, servono solo a non fare lezione, alla fin fine non si ascolta neanche una parola.

Con te è calato il silenzio. Ci hai reso impotenti davanti alla tua forza, alla tua bellezza, ci hai messo davanti alla realtà, ci hai sbattuto in faccia la verità, è l’unico modo per farci entrare dentro queste teste cosi cocciute e testarde che cazzo la vita può finire! Io conoscevo Lamberto, ho pianto, ho pianto tanto nonostante non avessi un rapporto forte con lui. I miei genitori, come quelli di tutti hanno avuto paura di lasciarmi andare ancora in discoteca, avevano paura anche solo di farmi uscire, e io me la prendevo rispondendo ” ma ve ne accorgete solo ora? La droga c’è sempre stata!”.

Avresti dovuto vedere la città in quel periodo, silenzio e pattuglie di polizia niente di più.  Solo silenzio, perché quando hai la realtà dei fatti davanti, puoi solo riflettere nel tuo silenzio sperando che certe cose non succedano ancora, che sia “solo un caso”, che prima o poi la finiremo di pensare che per divertirci abbiamo bisogno di qualcosa che possa sostituire ciò che non sappiamo costruirci da soli, non sapersi costruire una felicità con le proprie mani, plasmarci un mondo solo nostro, beh questa incapacità alla mia età e’ qualcosa di troppo grave, dovrebbe essere la nostra forza. Non sai quanto ti ringrazio, ho deciso proprio grazie a te di voler donare i miei organi se dovesse esserci la possibilità, perchè è un modo bellissimo per sconfiggere la morte, e l’idea che Alessandra ancora sia viva in te è meravigliosa. Grazie Giorgia, grazie da una ragazza di 15 anni che ha paura di perdere persone che ama per colpa di certe cazzate, perchè non ci nascondiamo, la droga c’è. Grazie per ogni parola, per essere venuta, per averci dato una svegliata.

Grazie ancora!

Da una 15enne che ti porterà sempre nel cuore!”

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