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25 giugno 2017

LA MORTE DEI BABY BOSS. L’APPELLO DEL PROCURATORE ALLE MADRI: «FERMATELI»

07 settembre 2015

Di Silvia Prato – Il carcere non è la sola prospettiva per i baby boss che prendono piede nei quartieri di Napoli. C’è di più, c’è la loro morte. C’è la loro esistenza in gioco. E l’omicidio di Forcella, alcuni giorni fa, in cui un giovane boss di 17 anni è stato ucciso da un sicario con un colpo di proiettile alla schiena, ne è la dimostrazione.

«Si registra un pericoloso abbassamento dell’età criminale». Suona come una frase premonitrice quella rilasciata al Mattino di Napoli dal procuratore capo, Giovanni Colangelo, solo qualche giorno prima dell’omicidio. Si rivolgeva proprio alle madri di questi ragazzi.

«Abbiamo arrestato i padri, i nonni, gli zii (…) Restano in circolazione i più giovani, che approfittano dei vuoti ed entrano nel sistema criminale. Sono sfrontati e impuniti, sono oggettivamente pericolosi».

E alle madri: «devono sapere che chi delinque ha come sbocco il cimitero o la prigione», e poi ancora «ci vuole un approccio ampio, modulato su più livelli, solo con arresti e sequestri il male non viene estirpato».

È un allarme sociale non solo l’offensiva della violenza metropolitana, ma il futuro a rischio di chi nasce in quartieri pericolosi e disagiati. Diventano protagonisti o vittime di faide e raid tra bande rivali. La loro infanzia e la loro adolescenza vengono macchiate a volte per sempre, e l’unica vita possibile diventa quella criminale. Solo perché non ne conoscono altre.

Una escalation di omicidi, insomma, che stanno macchiando il Sud e Napoli in particolare.

Lo scorso anno, in occasione della festa della Polizia, il questore di Napoli Guido Marino fornì una lettura chiara del bilancio a ogni forma di contrasto della criminalità: in quella sede emerse che facendo il confronto tra il 2012, il 2013 e l’inizio del 2014 il numero degli omicidi consumati era rimasto sostanzialmente stabile: 58 contro i 57 dell’anno precedente, con una sensibile diminuzione di quelli commessi in città e un aumento esponenziale invece per quelli in provincia.

Ma ora il fenomeno dei baby boss sta travolgendo la città e la lotta al controllo dello spaccio di droga è tra le cause principali dei delitti che si stanno pericolosamente consumando nel cuore del centro storico cittadino.

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