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26 giugno 2017

LA PASQUA E L’ANELLO DI CONGIUNZIONE PER IL DIALOGO RELIGIOSO

05 aprile 2015

Di Sofia Peppi – C’è in realtà un filo robusto che collega la festa pasquale di cristiani, ebrei ed islamici:

è la fede e la completa dedizione a Dio, conosciuto anche con il nome di Allah.

Dal punto di vista teologico, infatti, la Pasqua – che nelle diverse tradizioni religiose viene festeggiata prendendo come riferimento eventi diversi della medesima storia legata al Creatore – racchiude in sé il mistero dell’Amore.

I cristiani celebrano la Pasqua con la risurrezione di Gesù, avvenuta nel terzo giorno dopo la sua morte, un fatto che rivela all’uomo la vita oltre la morte: il Regno di Dio.
La pasqua ebrea celebra, invece, la liberazione degli ebrei dall’Egitto grazie a Mosè.

L’Islam, che prende origine da Ismaele, figlio che Abramo ebbe dalla schiava Agar (Sara, moglie di Abramo, partorì invece Isacco all’età di novant’anni) celebra a sua volta la “festa del sacrificio” che richiama la prova a cui Dio sottopose il profeta Abramo. Dio gli chiese di sacrificare il figlio Isacco, Abramo fu pronto a farlo per obbedienza, ma poi il profeta venne fermato da un angelo. Dio usa la fede di Abramo come esempio per tutti coloro che sono venuti dopo di lui, come l’unico mezzo di salvezza. È quindi per eccellenza la festa della fede e della totale e indiscussa sottomissione a Dio. Islam (islām) significa proprio questo: “sottomissione”.

La chiave, l’anello di congiunzione è nel rapporto intimo, diretto, senza veli con chi ci ha creati.

Tra gli insegnamenti tramandati ci sono l’amore, la compassione e la misericordia.

La comunità universale dei credenti non conosce divisioni di razza, etnia o di stirpe, ma è modellata unicamente sul cemento della fede.

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