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25 giugno 2017

LA STORIA DI REYHANEH JABBARI: ESEMPIO DI INTEGRITA’ E CORAGGIO

27 ottobre 2014

Di Helene Pacitto Reyhaneh Jabbari è morta. E’ stata impiccata. La mobilitazione internazionale non ha fermato l’esecuzione e la giovane donna iraniana ha portato avanti con coerenza e convinzione la sua decisione: morire, pur di non dover rinnegare la sua dignità; morire, per dare un esempio al mondo.

Un coraggio e una integrità che ce la fa apprezzare ancora di più.

La tragica vicenda di Reyhaneh era iniziata nel 2007: appena diciannovenne, viene accusata dell’omicidio di Morteza Abdolali Sarbandi, un ex dipendente del ministero dell’Intelligence di Teheran. Al termine di un processo che in quanto a regolarità molto lascia discutere, era stata condannata a morte. Lei stessa aveva dichiarato di aver colpito alle spalle l’uomo con un coltello, ma aveva spiegato di aver agito per difendersi.

Le sue parole erano rimaste però, inascoltate, e solo un intervento della famiglia della vittima avrebbe potuto salvarla dall’impiccagione. Il figlio dell’uomo però, per fermare questa terribile macchina della morte, aveva chiesto a Reyhaneh di negare di aver subito uno stupro.

La salvezza in cambio della totale perdizione di se stessa; la vita in cambio di un’esistenza di menzogne. Un prezzo che Reyhaneh non ha voluto pagare, perché sarebbe stato un sacrificio troppo grande, e un passo indietro per se stessa, e per tutte le donne che come lei soffrono perché vittime di un sistema ingiusto.

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