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25 giugno 2017

LA TERRA DEI FUOCHI, PURTROPPO NON E’ UNA FICTION

07 febbraio 2016

Di Rossana Spartà – Nella Terra dei Fuochi Roberto Mancini non si è mai arreso ai giochi di quel potere che ancora oggi continua, impunito, la sua strage.  Il vice commissario ha dovuto invece arrendersi al tumore che lo ha portato via il 30 aprile di due anni fa. Un eroe silenzioso che non ha mai abbandonato la sua “mala terra” bruciata e avvelenata da quei roghi che nessuno riesce a spegnere.
Ha indagato fino a quando ha potuto sugli sversamenti della Campania, ben consapevole di quello che stava accadendo alla sua gente.

Gli eroi vanno ricordati e la Rai lo fa con una fiction, Io non mi arrendo, di Enzo Monteleone in onda nelle serate del 15 e 16 febbraio. Il ruolo di Roberto Mancini è affidato a Beppe Fiorello, ma porta un nome diverso, Marco Giordano.
La Terra dei fuochi non è la zona della Campania sita tra le province di Napoli e Caserta, bensì una striscia di terra della Puglia.
Non solo: il casting è tutto Pugliese, lo rende noto la Rai, che ha voluto solo attori e attrici regionali ma con spiccato accento napoletano e romano.
Il progetto è costato circa un milione di euro, spicciolo più spicciolo meno.

Come si spiegano queste scelte è subito fatto: la film commission è pugliese e quindi sia le riprese che gli attori devono appartenere alla stessa regione.
Lungi il volerne fare una questione di “campanilismo”,
d’altra parte anche Mel Gibson ha traslocato il suo Cristo a Matera, ma la presentazione della nuova produzione Rai è alquanto di dubbio gusto.

Si “cavalca” il dramma della Terra dei fuochi per raccontare una storia simile, ma non quella vera.
Ci si ispira ad un uomo che è morto per la sua terra senza mai abbandonarla, sradicandolo e trasferendolo in un altra regione.
Si racconta tenendosi a debita distanza da fumi, veleni e dai tanti piccoli eroi che nella Terra dei Fuochi vivono lottano e muoiono in quella che non è una fiction ma la drammatica realtà.

Auspichiamo che da questa produzione tutta Pugliese esca qualcosa di concreto anche per la Campania che questa storia l’ha ispirata, così, come ha ispirato il tour mondiale del musicista italiano Gigi d’Alessio, il Malaterratour.

Malaterra è il titolo del docufilm di Ambrogio Crespi e Sergio Rubino, cui hanno collaborato il giornalista Sandro Ruotolo e Don Patriciello.
Non una fiction ma un documento che con cruda bellezza testimonia e denuncia il dramma quotidiano di questa terra.

Malaterra è il titolo della canzone di Gigi d’Alessio i cui proventi, ricordiamo, sono destinati alle vittime della Terra dei Fuochi.

Eppure, con D’Alessio c’è chi ha avuto da ridire anche su questo, senza voler guardare alla grande lezione di civiltà che il cantautore napoletano ha dato.
Nel riconoscerlo si entri finalmente in una fase in cui, dopo le denunce e le polemiche, a questa terra venga data l’attenzione concreta dovuta, evitando che Terra dei Fuochi rimanga solamente un brand da utilizzare nelle “grandi occasioni”.
Così come per una certa politica, così per un certo tipo di spettacolo.

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