• Think News | rss
  • Think News | contatti
  • Think News | Flickr
  • Think News | YouTube
  • Think News | Twitter
  • Think News | Facebook
23 giugno 2017

LA TURCHIA…
E QUELLE MANETTE ALLA STAMPA

14 dicembre 2014

Di Rossella Russo – Dopo il bavaglio, le manette. Il governo della Turchia è tornato oggi a mostrare il pugno duro contro le libertà basilari e, dopo aver censurato i social network, ha dato il via a una vera e propria retata contro la stampa d’opposizione.

La polizia ha infatti effettuato una serie di arresti nell’ambito di un’operazione lanciata contro esponenti politici e giornalisti legati a Fethullah Gulen, acerrimo nemico del premier Recep Tayyp Erdogan.

Il blitz, in 13 città, ha portato in carcere almeno 23 persone, compresi i dirigenti di un canale televisivo vicino a Gulen, mentre in totale sarebbero stati emessi 32 mandati. In manette anche il direttoredi uno dei principali organi di stampa di opposizione turchi,  Ekrem Dumanli.

Gulen, il religioso e potente predicatore musulmano, è in esilio negli Usa, e il presidente turco accusa la sua confraternita di attività sovversive.

L’Unione europea ha condannato il blitz, affermando che si tratta di un attentato alla libertà di stampa che va contro i valori europei. Principi inderogabili che non vanno sottovalutati vista l’aspirazione della Turchia a entrare nella Ue. Duro anche il commento degli Usa. “La libertà di stampa, processi giusti e un sistema giudiziario indipendente sono elementi chiave in ogni democrazia. Come alleati e amici della Turchia, chiediamo alle autorità turche di assicurare che le loro azioni non violino questi valori chiave e le fondamenta democratiche del paese”, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Usa.

Ti potrebbe interessare anche

Powered byOnlyYouAdvertising