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23 giugno 2017

LAVORO: LO SI CERCA TRA AMICI E PARENTI, SOLO IL 25,9% SI RIVOLGE A CENTRI PER L’IMPIEGO

24 febbraio 2016

Di Emma Baldi – Pochi pochissimi sono coloro che cercano lavoro attraverso i canali ufficiali dei centri per l’impiego, mentre l’84,3%lo cerca attraverso i canali personali tra amicizie e parenti. Questo il dato consegnatoci quest’oggi da Eurostat, e come sempre siamo in antitesi con il resto d’Europa.

Infatti solo il 25,9% di chi cerca lavoro si rivolge ai centri per l’impiego pubblici, in germania le proporzioni sono inverite, il 75,8% dei senza lavoro che si rivolge ai centri pubblici per l’impiego e appena il 39,6% che chiede a conoscenti.

Nell’Unione europea sui 28 Paesi che ne fanno parte, il 46,7% dei disoccupati utilizza i centri pubblici per l’impiego mentre il 71,1% afferma di chiedere anche ai conoscenti.

Nel contesto occupazionale è doveroso inoltre sottolineare quanto emerge dall’ultimo rapporto Istat sulla competitività,  si denota che tra il 2013 e il 2015 i posti creati dalle imprese sono stati 1,1 milioni, mentre quelli alienati sono stati 845 mila, con un saldo positivo di 255 mila posti di lavoro.

“Per la metà delle imprese manifatturiere che ha aumentato l’occupazione tra gennaio e novembre 2015 – spiega il rapporto – gli esoneri contributivi hanno svolto un ruolo fondamentale per la crescita dei posti di lavoro. Nei servizi, la quota di imprese che ha ritenuto tale novità normativa “molto” o “abbastanza” rilevanti è pari al 61%”.

Il nuovo contratto a tutele crescenti nato con il Jobs Act “sembra invece aver esercitato un ruolo meno rilevante – dice l’Istat -, ma pur sempre positivo: il 35% delle imprese manifatturiere lo ha giudicato molto o abbastanza importante contro il 49,5% delle imprese dei servizi”.

 

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