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25 giugno 2017

LEGALIZZAZIONE DROGA, UNA PROPOSTA LEGGE PIENA DI FALLE E VIZI DI FORMA

07 gennaio 2016

Di Giorgia Benusiglio – A prescindere dal fatto che uno possa essere contrario o favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere a scopo ludico, la proposta di legge bipartisan, promossa dall’intergruppo presieduto da Benedetto Della Vedova che ha ricevuto la firma di 218 parlamentari e che ad oggi sono diventati 290, è assolutamente assurda e piena di falle e di vizi di forma.

Mi spiego meglio, si vuole legalizzare la marijuana e i suoi derivati per contrastare la criminalità e di conseguenza il mercato nero, per aumentare gli introiti dello stato e per avere un controllo sulla qualità della sostanza che viene messa in commercio. Fin qui qualcuno potrebbe essere d’accordo se non fosse che, per come è stata strutturata la proposta di legge bipartisan, tutti questi punti sembrano essere un’utopia.

Primo punto: il 95% degli introiti andrà allo stato e solo il 5% verrà destinato alla prevenzione e alla lotta alle sostanze stupefacenti. (Niente a che vedere con ciò che è stato fatto in Colorado, che dagli introiti derivati dalla legalizzazione hanno stanziato fondi in opere pubbliche, in miglioramenti nell’edilizia scolastica, in programmi di prevenzione contro l’uso di droghe, in ammortamenti e sgravi fiscali e restituito parte delle tasse ai contribuenti; questo perché lo stato può trattenere solo la quantità di denaro prestabilita come soglia al momento dell’emanazione della legge.)

Siamo tutti consapevoli che non si muore per aver fatto uso di cannabinoidi, ma è noto è ben documentato il fatto che, in alcuni soggetti si possono riscontrare diverse problematiche, come disturbi della personalità quali borderline, bipolare, istrionico, schizofrenia, morbo di Parkinson giovanile, derealizzazione e depersonalizzazione, etc… Tutte patologie per le quali non si muore, ma che devono essere curate, perché delle vere e proprie malattie. Allora io mi chiedo e vi chiedo, chi pagherà tra 5/6 anni l’innalzamento dei costi della Sanità pubblica se questa proposta dovesse passare?

Secondo punto: nella proposta di legge bipartisan, viene detto che la marijuana la si potrà acquistare solo se si è maggiorenni dai rivenditori autorizzati, ovviamente sarà controllata qualitativamente. Ora io mi domando, quanti ragazzi minorenni fanno uso di questa sostanza? Loro dove continueranno ad acquistarla? Pensiamo davvero che i trafficanti di droga se ne rimarranno con le mani in mano o attueranno delle strategie alternative per attirare a se i propri clienti?

Se il mercato legale offre la sostanza ad un prezzo maggiore rispetto a quello illegale, è ovvio che i più giovani e i meno abbienti continueranno ad acquistare la sostanza dai pusher, esattamente come sta accadendo a 22 mesi dalla legalizzazione in Colorado (come afferma il giornalista Andrea Indiano de Il Giornale).

Inoltre, ci dimentichiamo che ci sono un 20% di persone che non hanno mai fatto uso di marijuana perché illegale; nel momento in cui dovesse non esserlo più, quanti inizierebbero a farne uso?
Terzo punto: oltre a poterla acquistare dai rivenditori autorizzati, un maggiorenne potrà coltivare fino a 5 piante di marijuana all’interno della propria abitazione, tramite l’invio di un’apposita autocertificazione.

Chi ha fatto questa proposta non ha pensato al fatto che nella stessa abitazione potrebbero vivere 2/3 adolescenti, se tra questi c’è n’è uno maggiorenne che decide di coltivare le sue piante, quanto sarà semplice per quelli minorenni appropriarsi della sostanza coltivata? Inoltre, si parla di controllo qualitativo della sostanza, ma io mi chiedo come questo possa avvenire, dato che chiunque avrà la possibilità di coltivare senza nessun obbligo o controllo; quindi coloro che lo faranno con l’obiettivo di vendita, avranno la possibilità di adottare qualsiasi tipo di coltivazione (coltivazione indoor, idroponica, aeroponica, tecnica della Talea etc..) e di utilizzare ogni tipo di concimi e fertilizzanti chimici usati per aumentare il principio attivo della pianta, che avendo una quantità maggiore di thc risulta più appetibile ai compratori; inoltre, questi concimi e fertilizzanti, se vengono impiegati con dosaggi alti e con procedure non corrette, possono risultare dannosi per la salute.

Ma la cosa più grave in assoluto è che questa proposta porterà ad un incremento senza controllo dei piccoli spacciatori. Proviamo a pensare a quante famiglie faticano ad arrivare a fine mese, e pensiamo a quante siano le esigenze dei nostri giovani oggi… Quelli di loro che potranno detenere le piante perché i genitori glielo permetteranno, quanto impiegheranno a diventare dei mini spacciatori perché l’amico che non potrà coltivare gli chiederà una o due canne? Quale adolescente non è attratto dal soldo facile a basso rischio? Tanto, avverrebbe il tutto tra le quattro mura domestiche, tra una partita alla playstation e l’altra.

Riprendiamo ad esempio la tanto sponsorizzata legge del Colorado, questa vieta l’utilizzo di marijuana ai minori di 21 anni perché i danni al di sotto di questa soglia sono maggiori; la motivazione è che il nostro cervello raggiunge la sua maturazione proprio a questa età. Allora, per quale motivo noi Italiani dovremmo accettare di danneggiare il cervello dei nostri ragazzi?

Ho sentito spesso affermare che potrebbe essere una soluzione legalizzare le droghe leggere, perché così non verrebbero più viste come qualcosa di trasgressivo e i ragazzi perderebbero l’interesse nel farne uso… Rispondo a queste stesse persone, che la trasgressione fa parte dell’adolescente stesso che va verso l’adultità, quindi a quell’età può succedere di incorrere in comportamenti devianti. Se farsi una canna non dovesse essere più trasgressivo, quali sostanze useranno per potersi sentire trasgressori?

 

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