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23 giugno 2017

LIBIA, CENTINAIA DI MIGRANTI INGOIATI DAL MARE, DOV’E’ FINITA L’EUROPA?

19 aprile 2015

Di Mara Carfagna – Lo scenario è quasi apocalittico. Questa notte, a circa 60 miglia a nord della Libia, un intero peschereccio ha rigettato in mare i 700 migranti che trasportava.

Al momento, fino agli ultimi aggiornamenti, solo 28 di loro possono dirsi sopravvissuti. In parte sono stati salvati da un mercantile dirottato in extremis in quella zona dalla guardia costiera.

Dalle prime informazioni, l’sos era partito ieri al centro nazionale soccorso della Guardia Costiera. La sala operativa del Comando generale delle Capitanerie di porto ha, così, dirottato un mercantile portoghese che, giunto in prossimità del mezzo in difficoltà, ha visto il peschereccio capovolgersi.

Secondo fonti Ansa “È verosimile che, alla vista del mercantile, i migranti si siano portati tutti su un lato del peschereccio, facendolo capovolgere”.

Nella zona sono stati dirottati numerosi altri mezzi che sono ora impegnati nelle ricerche di eventuali altri superstiti.
È presto per la conta ufficiale delle vittime. Intanto ci si chiede se si possa giocare così con la vita degli esseri umani, affogati in mare, nel buio della notte.

E dov’è finita Frontex, Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea? Cosa non funziona nel pattugliamento delle frontiere? Cosa non è ancora riuscita a cogliere l’Europa nelle tragedie del Mediterraneo? Ma soprattutto, cosa aspetta ancora l’Europa per assumersi piena responsabilità riguardo al fenomeno dell’immigrazione?

Tutto questo accade in un momento in cui è stata annunciata da Medici senza frontiere (Msf) una missione privata di soccorso ai barconi in difficoltà. L’organizzazione non governativa ha comunicato che la cooperazione verrà avviata con la Migrant offshore aid station (Moas),  in concomitanza con l’arrivo dell’estate e l’intensificarsi delle partenze dal Nordafrica verso le coste europee.

Il Moas è stato fondato dai coniugi Regina e Christofer Catrambone, e ha già condotto l’anno scorso diverse operazioni di salvataggio in mare.

Nel frattempo c’è una certezza.Che la corsa contro il tempo del peschereccio porteghese non è bastata, da sola, questa notte, ad evitare che centinaia di vite umane (non sappiamo ancora quanti bambini e quante donne) perdessero la vita, ingoiate per sempre dal mare.

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