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23 giugno 2017

L’INSTABILE FUTURO DELL’UCRAINA: LA TREGUA NON REGGE

17 febbraio 2015

Di Federica Sterza – Se il vertice di Minsk della scorsa settimana, che ha visto protagonisti Angela Merkel, Vladimir Putin, Francois Hollande e Petro Poroshenko, era stato decisivo per cercare una via d’uscita sulla guerra in Ucraina, oggi la situazione appare più instabile che mai: non sembra infatti destinato a reggere il cessate il fuoco scattato nemmeno 48 ore fa nel sud-est del Paese.

La tensione tra ribelli e forze governative cresce di ora in ora, con ripetuti j’accuse di denuncia del mancato rispetto della tregua. Dal canto suo infatti Kiev fa sapere che cinque dei suoi soldati sono rimasti uccisi, mentre i ribelli di Donetsk denunciano la morte di un civile sotto i bombardamenti ucraini.

Ma tant’è. Le prossime ore saranno decisive per capire le sorti del conflitto: già oggi dovrebbe infatti scattare il ritiro delle armi pesanti al fine di creare una zona franca tra i 50 e i 140 chilometri, zona difficile da immaginare al momento mentre il rimbombo degli scoppi aleggia ancora nell’aria.

Nel frattempo il Dipartimento di Stato americano fa sapere che “gli Stati Uniti sono gravemente preoccupati dal deterioramento della situazione a Debaltseve e nei suoi dintorni, nell’Ucraina orientale”. Gli osservatori dell’Osce hanno infatti confermato che gli scontri continuano in questa zona del Paese.

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