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23 giugno 2017

L’ISIS ORA MINACCIA ANCHE IL FONDATORE DI TWITTER

02 marzo 2015

Di Maria Romano – Il nemico numero uno dell’Isis? Twitter… a quanto pare. Nel mondo del 2.0, anche la guerra diventa telematica e i grandi signori dei social network, alla stregua dei grandi signori della guerra, diventano un target per i terroristi, che li mettono nel mirino della propria vendetta contro l’Occidente.

In particolare, sul web, è comparso un appello con il quale lo Stato Islamico invita ad uccidere i dipendenti e il fondatore di Twitter, Jack Dorsey.

“La vostra guerra virtuale contro di noi causerà una guerra reale contro di voi. Avete iniziato questa guerra fallimentare” si legge in un messaggio in arabo che è stato pubblicato da presunti fiancheggiatori dell’Isis. “Vi avevamo detto dall’inizio che non è la vostra guerra, ma non lo avete capito e avete continuato a chiudere i nostri account su Twitter, ma come vedete noi torniamo sempre. Ma quando i nostri leoni (uomini coraggiosi) verranno a togliervi il respiro, allora voi non resusciterete”.

Non è la prima volta che minacce di questo tipo colpiscono i big della Silicon Valley: anche Mark Zuckerberg era stato preso di mira dopo aver preso posizione in seguito all’attentato al Charlie Hebdo.

I jihadisti che hanno trovato sui social network terreno fertile per trasmettere il loro messaggio di terrore, reagiscono così alle contromosse che proprio il social di microblogging ha messo in atto per bandirli: “A tutti i jihadisti individuali nel mondo – è l’appello contenuto nel testo -: colpite Twitter e i suoi interessi in ogni luogo, persona ed edificio, e non lasciate sopravvivere nessun ateo”.

La risposta alla chiusura degli account è una minaccia durissima apparsa su un sito web di pastebin (che i programmatori usano per archiviare e condividere frammenti ed esempi di codice sorgente) con sede in Polonia, di cui ora si sta cercando di verificare l’attendibilità.

 

 

 

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